​Un’impresa titanica, un sogno che unisce idealmente l’Italia intera, dalle coste del Mezzogiorno ai confini del profondo Nord, lungo la spina dorsale della penisola. Un ragazzo di 34 anni, residente a Napoli, e uno di 35, proveniente da Udine, hanno deciso di sfidare l’orizzonte e l’immensità della distanza con un obiettivo monumentale: attraversare l’intera Europa a piedi. Partiti settimane fa dalla Campania, i due moderni pellegrini hanno risalito i sentieri più impervi, macinando chilometri di roccia e terra sul leggendario sentiero appenninico di crinale, la Grande Escursione Appenninica (GEA 00), spingendo il proprio corpo e la propria mente oltre i confini del quotidiano.

​Ma la montagna, madre generosa e al contempo giudice severo, esige il suo tributo di rispetto. Giunti nel territorio di Fanano, sul tetto dell’Appennino modenese, i due escursionisti hanno piantato la loro tenda per una sosta rigenerante, ignari che di lì a poco si sarebbero trovati faccia a faccia con la furia primordiale degli elementi.

​Il cielo sopra il crinale si è tinto improvvisamente di un nero d’inchiostro, scatenando un violento e spaventoso fortunale. In pochi istanti, la quiete della quota è stata inghiottita da un inferno di pioggia sferzante, tuoni assordanti che facevano tremare la terra e fulmini accecanti che squarciavano le tenebre a pochissimi metri dal loro fragile rifugio di tela. Isolati nella tempesta, avvolti dalla nebbia e dalla furia degli elementi, i due giovani hanno avvertito il morso gelido della paura, comprendendo che in quel momento l’unica via per la sopravvivenza era fermarsi e chiedere aiuto. Con estrema lucidità, hanno composto il numero d’emergenza 112.

​È a quel punto che è scattata una portentosa macchina dei soccorsi, un moto di solidarietà e coraggio che ha visto mobilitarsi istantaneamente gli uomini del Soccorso Alpino (CNSAS), i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. Gli operatori del CNSAS si sono spinti nel cuore del temporale, sfidando le raffiche di vento e i fulmini per risalire il crinale flagellato. Con perizia e audacia, i soccorritori hanno raggiunto la tenda dei due viandanti. Dopo una rapida ma accurata valutazione sanitaria, constatato che i ragazzi erano stremati, bagnati e infreddoliti ma fortunatamente privi di traumi, si è deciso di evacuarli immediatamente dalla cresta.

​I due escursionisti sono stati così scortati a piedi attraverso la tempesta, guidati dagli angeli custodi della montagna fino alla sicurezza e al calore della Capanna Tassoni. Lì, messi al sicuro, hanno potuto finalmente asciugarsi e ritrovare il conforto dopo ore di puro terrore.

​La spaventosa notte dell’Appennino non ha però spezzato il loro spirito indomito. L’avventura europea non finisce qui, anzi, si arricchisce di una pagina memorabile e formativa. Già per la giornata di domani, i due camminatori volgeranno nuovamente lo sguardo verso l’orizzonte, pronti a riprendere la loro marcia lungo la GEA 00 con una nuova tappa che li condurrà nel cuore profondo dell’Appennino reggiano.