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Riduzione contributi INAIL, Confagricoltura Emilia-Romagna: “Segnale concreto per le imprese, ora completare il percorso”
Anche in Emilia-Romagna viene accolta con favore la revisione delle aliquote antinfortunistiche INAIL per le imprese agricole, che riduce il carico contributivo a carico dei datori di lavoro dal oltre il 13% all’8,5%. Un intervento atteso da anni che rappresenta un passaggio rilevante per la sostenibilità economica del settore.
“Parliamo di un settore che, pur rappresentando una quota limitata dell’occupazione complessiva, continua a richiedere un’attenzione costante sul tema della sicurezza – commenta il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, Marcello Bonvicini –. Per questo il tema della sicurezza deve rimanere centrale e accompagnare ogni intervento sul costo del lavoro”.
Nel complesso, il dato regionale – pari a 3,9 infortuni ogni 100 occupati – conferma un sistema produttivo ad alta intensità di lavoro, in cui la sicurezza assume un ruolo centrale. A livello nazionale, i dati INAIL indicano tuttavia un trend in calo degli infortuni in agricoltura, con circa 26.128 denunce nel 2024, in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Un andamento che conferma come gli investimenti in prevenzione e sicurezza stiano producendo effetti, ma che non consente di abbassare la guardia. In questo scenario, la riduzione delle aliquote INAIL si traduce in un alleggerimento concreto del costo del lavoro agricolo: un taglio di quasi 5 punti percentuali che, a livello regionale, può valere complessivamente diverse decine di milioni di euro l’anno per le imprese.
“È un risultato importante, frutto di un lavoro costante di rappresentanza – prosegue Bonvicini –. Da anni sosteniamo la necessità di allineare la contribuzione al reale andamento del rischio. Oggi si compie un passo significativo, che va nella direzione giusta”.
Nel contesto attuale, segnato da forti incrementi dei costi energetici, dei mezzi tecnici e della logistica, la riduzione della contribuzione INAIL assume un valore ancora più rilevante.
“Parliamo di risorse che restano nelle aziende – conclude Bonvicini – e che possono essere reinvestite proprio in sicurezza, innovazione e organizzazione del lavoro. Questo è il punto: ridurre il costo non significa abbassare l’attenzione, ma rafforzarla”.
Confagricoltura Emilia-Romagna sottolinea infine la necessità di completare rapidamente il percorso normativo, con l’adozione del decreto attuativo interministeriale, ultimo passaggio necessario per rendere pienamente operativa la misura.






































