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Non chiamatelo solo scarto: il fascino irresistibile del Tosone
Se sei un amante del formaggio, probabilmente conosci il Re dei Formaggi, il Parmigiano Reggiano. Ma esiste un “segreto” gelosamente custodito dai casari emiliani, un prodotto che raramente varca i confini delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Mantova: il Tosone.
Ecco tutto quello che devi sapere su questa delizia “clandestina” della tradizione casearia.
Cos’è esattamente il Tosone?
Il Tosone non è un formaggio a sé stante, ma piuttosto il “ritaglio” del Parmigiano Reggiano appena fatto.
Quando la cagliata viene estratta dalla caldaia di rame, viene avvolta in una tela e posta all’interno delle tipiche fascere che daranno la forma finale al formaggio. Poiché la pasta è ancora calda, elastica e abbondante, essa fuoriesce leggermente dai bordi della fascera. Per rendere la forma perfettamente cilindrica e levigata, il casaro interviene con un coltello per eliminare l’eccesso.
Quelle lunghe strisce di pasta fresca, rimosse prima della salatura e della stagionatura, sono il Tosone.
Identikit del Gusto
Il Tosone rappresenta il Parmigiano Reggiano nel suo stato primordiale. A differenza del prodotto stagionato che tutti conosciamo, ha caratteristiche uniche:
Consistenza: Estremamente elastica e gommosa, quasi “scrocchiante” sotto i denti.
Sapore: Sa di latte fresco, panna e fermenti. È dolce, delicato e privo della nota sapida tipica della stagionatura (poiché non è ancora passato per la salamoia).
Colore: Bianco latte o giallo paglierino chiarissimo.
Come si mangia: La tradizione in cucina
Il Tosone va consumato freschissimo, idealmente entro pochi giorni dalla produzione, perché non contiene sale e tende ad alterarsi velocemente.
1. Crudo e “al volo”
In Emilia, il modo più classico è mangiarlo appena comprato nel caseificio, a strisce, come se fosse uno snack. È la merenda preferita dei bambini della zona.
2. Avvolto nella pancetta
Questa è la versione “gourmet” da trattoria: si avvolge una striscia di Tosone con della pancetta o del prosciutto crudo e si scalda velocemente in padella o al forno. Il calore rende il cuore filante, mentre il salume apporta la sapidità mancante.
3. Fuso con la polenta
Data la sua incredibile capacità di filare, è perfetto tagliato a cubetti sopra una polenta calda o gratinato su crostini di pane.
Perché è difficile trovarlo?
Il Tosone è un prodotto “di nicchia” per ragioni logistiche:
Breve durata: Senza sale e stagionatura, ha una vita brevissima (massimo 2-4 giorni in frigo).
Produzione limitata: Se ne produce solo una piccola quantità per ogni forma di Parmigiano.
Km Zero: Proprio per la sua deperibilità, viene venduto quasi esclusivamente negli spacci aziendali dei caseifici locali.
Curiosità linguistica: Il nome deriva dal termine dialettale “tosare” (tagliare, tosare appunto), lo stesso gesto che si fa con la lana delle pecore, riferito qui all’azione del casaro che rifila i bordi della forma.
Se ti capita di passare per le zone di produzione del Parmigiano Reggiano di prima mattina, entra in un caseificio e chiedi se hanno del Tosone fresco: è un’esperienza sensoriale che ti farà scoprire il lato più dolce e tenero di un gigante della gastronomia.









































