SAN FELICE – La notizia della morte di Roberto Gavioli ha suscitato un profondo cordoglio nella comunità di San Felice.

Tanti gli amici e i conoscenti che si sono stretti intorno alla sua famiglia e in particolare al figlio di 39 anni, gravemente ferito nell’incidente sul lavoro dove ha perso la vita il padre, che si trova ricoverato al Maggiore di Bologna.

Il regista Paolo Galassi, che ha lavorato con Gavioli, ha ricevuto la notizia mentre era in viaggio e che ha voluto ricordare l’amico con un post sui social una foto insieme mentre lavoravano alla realizzazione di “Cinevalley”.

“La notizia della morte di Roberto è arrivata come un terremoto emotivo che mi distrutto – scrive Galassi -. Mi è stato chiesto un commento, e lo scrivo qui, caricando questa foto, tra le migliaia che ho di e con Roberto Gavioli, perché per me ha un valore immenso. Perché rappresenta un momento che non potrò mai dimenticare. Eravamo distrutti dalla stanchezza, ma in quel preciso momento, immortalato non ricordo da chi, avevamo appena realizzato dopo un anno intero di lavoro senza tregua, di aver fatto qualcosa di unico. San Felice era invaso dalla gente, e noi tre quasi non ce ne capacitavamo del successo che avevamo davanti. Un successo che aveva la firma dell’arte e della forza di Roberto Gavioli, capace di costruire scenografie mastodontiche, e non una, ma una serie in tutto il paese, senza fermarsi mai un attimo.

Quando accadono queste tragedie, viene sempre da dire “non ci sono parole” invece per Gavioli di parole ce ne sarebbero a fiumi da spendere, perché non era solo un padre eccezionale, una persona estremamente seria e disponibile con chiunque, ma era anche un artista, un visionario, un sognatore capace di dar vita ai sogni trasformandoli in materia.
Tutti noi non perdiamo solo un amico sincero, caro, ma perdiamo anche un pezzo di ali.
Il dolore è indescrivibile, la sensazione di vuoto anche, perché tornano alla mente mille ricordi, mille avventure, mille guai che sembravano impossibili da risolvere, di evento in evento, poi affrotati e risolti insieme.
Mi viene in mente “Cinevalley” quando con Roberto Gatti dicemmo a Gavioli di voler costruire il Grand Hotel di Fellini, e lui come al solito disse subito “no” brontolando per finta come faceva sempre, per poi portarci neanche una settimana dopo in Del Monte per farci vedere la struttura che aveva già tirato su. Una struttura incredibile, di dimensioni incredibili.
Faceva così, era così. Ricordo che un giorno durante una pausa mentre costruivamo CineValley gli chiesi se andasse a casa a riposare, perché lo vedevo stanco e pochi giorni prima a veva avuto un malore, ma mi rispose “no, adesso vado in bottega perché ho settanta infissi da scartavetrare e ridipingere per una palazzina, poi torno qui che devo tirare su le pareti della scenografia principale”.
 
Era un uomo dall’energia inesauribile, contagiosa, trascinante.
 
San Felice perde un fabbricatore di sogni e bellezza, tutti noi perdiamo un pezzo di cuore, e delle nostre vite.
 
Nessuno potrà dimenticarlo mai.