Amministrative Cavezzo
Verona, anche il Cortile di Giulietta diventa a pagamento, 5 euro: l’effetto overtourism su un bene pubblico
Dall’1 aprile cambia radicalmente l’accesso a uno dei luoghi simbolo di Verona: il Cortile della Casa di Giulietta non sarà più liberamente fruibile, ma visitabile solo su prenotazione e con ingresso a pagamento.
La novità rientra nel nuovo regolamento varato dal Comune, in collaborazione con la Società Teatro Nuovo e la Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona, che introduce un sistema di accessi contingentati per fasce orarie e biglietti distinti. Una riorganizzazione che riguarda sia il cortile — con la celebre statua di Giulietta e il balcone shakespeariano — sia la Casa di Giulietta, visitabile con un ticket cumulativo.
Dietro questa scelta c’è un fenomeno ormai strutturale: la pressione crescente dei flussi turistici globali e l’overtourism, che stanno ridefinendo l’uso e la natura degli spazi urbani. Quello che per anni è stato un luogo pubblico, aperto e gratuito, viene ora regolato come un’attrazione a pagamento, nel tentativo di gestire affollamenti sempre più difficili da sostenere.
Il nuovo sistema prevede un ingresso obbligato da Piazzetta Navona, con un percorso che attraversa il foyer del Teatro Nuovo — che nel 2026 festeggia 180 anni — trasformato per l’occasione in uno spazio immersivo tra costumi di scena, immagini e video dedicati al mito di Romeo e Giulietta.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è duplice: da un lato migliorare la sicurezza e decongestionare l’area, dall’altro offrire un’esperienza più strutturata ai visitatori. Ma il risultato è anche quello di limitare e monetizzare l’accesso a un bene urbano finora libero, segnando un passaggio emblematico delle trasformazioni in atto nelle città ad alta attrattività turistica.
Il costo sarà di 5 euro per l’accesso al solo cortile e di 12 euro per il biglietto completo che include anche gli interni della Casa di Giulietta.
Una misura che riflette un trend più ampio: nelle città d’arte, la gestione dei flussi turistici — sempre più globali e intensi — porta progressivamente a trasformare spazi pubblici in luoghi regolati e a pagamento, ridefinendo il confine tra fruizione collettiva e consumo turistico.






































