MODENA – Ieri, martedì 24 marzo, a Modena, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Modena, in collaborazione con i militari delle Compagnie di Modena e di Pavullo nel Frignano, hanno arrestato in flagranza un giovane di 25 anni, residente a Teramo e di origine egiziana, gravemente indiziato del delitto di tentata truffa aggravata.

Nella circostanza la vittima, un uomo di 94 anni, è stata contattata telefonicamente da un finto Carabiniere, che lo ha avvertito che un “operatore tecnico” avrebbe raggiunto la sua abitazione allo scopo di verificare se gli oggetti in oro presenti in casa fossero riconducibili ad una rapina in una gioielleria. L’anziano ha intuito immediatamente di essere oggetto di una truffa e ha, quindi, il numero unico di emergenza 112 spiegando all’operatore, con straordinaria lucidità, l’intera vicenda e precisando di essere in attesa dell’arrivo del complice.

I Carabinieri, intervenuti in abiti civili, hanno individuato l’indagato davanti all’abitazione: l’uomo aveva già avuto modo di interloquire con la vittima, presentandosi quale emissario del “Carabiniere” che lo aveva contattato telefonicamente. Nel contesto è stato sequestrato anche il cellulare dell’indagato, peraltro destinatario di un provvedimento di revoca della condizione di accoglienza in carico all’Ufficio Immigrazione della Questura di Ravenna.

Il 25enne attualmente dispone di un permesso di soggiorno con scadenza maggio 2026. Oggi, in sede di giudizio con rito direttissimo il Giudice del Tribunale di Modena, su richiesta della Procura, ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti dell’indagato, incensurato, la misura dell’obbligo di dimora nella città di Teramo con l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria.

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