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Torna l’ora legale: lancette avanti nella notte tra il 28 e il 29 marzo. Ma cresce l’allarme per la salute
Nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 marzo tornerà l’ora legale: alle 2 le lancette andranno avanti di un’ora, segnando l’ingresso nella stagione estiva. Un passaggio ormai consueto, nato per sfruttare meglio la luce naturale e ridurre i consumi energetici, ma che negli ultimi anni è sempre più al centro di un acceso dibattito, non solo politico ma anche scientifico.
Un’ora in meno di sonno che pesa sul corpo
Se per molti si tratta solo di una piccola abitudine da gestire, per il nostro organismo il cambio può rappresentare uno stress significativo. Numerosi studi parlano di un vero e proprio “mini jet-lag sociale”, causato dallo sfasamento tra l’orologio biologico e quello imposto dalle lancette.
Gli effetti si manifestano soprattutto nei giorni immediatamente successivi al cambio:
- disturbi del sonno e maggiore stanchezza
- calo della concentrazione e dell’attenzione
- irritabilità e alterazioni dell’umore
Ma le conseguenze possono essere anche più serie. Ricerche epidemiologiche hanno evidenziato un aumento degli eventi cardiovascolari: uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha rilevato un incremento degli infarti nella settimana successiva al passaggio all’ora legale, mentre altre analisi segnalano un aumento degli ictus nei primi giorni.
Più incidenti e rischi sul lavoro
L’impatto non riguarda solo la salute individuale ma anche la sicurezza pubblica. La perdita di un’ora di sonno è associata a:
- aumento degli incidenti stradali
- crescita degli infortuni sul lavoro, anche più gravi
- maggiore assenteismo
Secondo alcune ricerche, nei lunedì successivi al cambio si registra un incremento degli incidenti sul lavoro fino al 5-6%.
In generale, la comunità scientifica evidenzia come questo piccolo spostamento temporale possa avere effetti sistemici: dal metabolismo al sistema cardiovascolare, fino ai livelli di vigilanza quotidiana.
Un dibattito politico sempre più aperto
Proprio alla luce di queste criticità, il tema è tornato al centro dell’agenda politica. Nei giorni scorsi la Camera ha dato il via libera a un’indagine conoscitiva sull’ipotesi di introdurre l’ora legale permanente, superando così il doppio cambio annuale.
L’obiettivo è valutare in modo approfondito gli impatti economici, ambientali e sanitari della misura, raccogliendo il parere di esperti, associazioni e categorie produttive.
Il dibattito non è nuovo: già da anni a livello europeo si discute dell’abolizione del cambio semestrale, con una larga parte dei cittadini favorevole a eliminarlo. Ora anche l’Italia accelera, cercando un equilibrio tra i benefici energetici e i possibili costi per la salute.
Tra benefici e criticità
Da un lato, l’ora legale garantisce più luce nelle ore serali e un risparmio energetico significativo; dall’altro, cresce la consapevolezza dei suoi effetti sul benessere psicofisico.
Il punto centrale, oggi, non è più solo “se” mantenere l’ora legale, ma come farlo: continuare con il sistema attuale oppure scegliere un orario fisso tutto l’anno.
Nel frattempo, nella notte tra il 28 e il 29 marzo, le lancette torneranno a spostarsi in avanti. E con loro, almeno per qualche giorno, anche il nostro equilibrio biologico.
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