MODENA – Dichiarazione congiunta dei vicesegretari provinciali della Lega Modena, Stefano Bargi e Giulio Bonzanini

“Il recente e apprezzato passaggio a sorpresa di Matteo Salvini sul territorio modenese ci fornisce l’occasione per alcune riflessioni sul partito, specialmente dopo aver letto in questi giorni di “fughe di notizie” interne sul possibile cambio di nome e l’apertura di una nuova fase per la Lega. Da esponenti di uno dei territori più attivi e propensi ad una critica puntuale e costruttiva, rispetto la linea e la strategia tenute dopo il 2019, siamo da sempre poco inclini alla personalizzazione del Partito, convinti che, come da propria definizione, i partiti dovrebbero rappresentare una “parte”, cioè un insieme di cittadini con idee e visioni comuni rispetto lo sviluppo della propria comunità, e non le aspirazioni di una persona che, per quanto meritevole, rimane sempre parte di un gruppo.
Da ormai diversi anni non abbiamo mancato di far sentire la nostra opinione sulle posizioni politiche della Lega, roppo spesso ondivaghe o poco chiare, dopo una stagione di posizionamenti netti. Se è pur vero che per governare sono necessari anche i compromessi, questi ultimi non dovrebbero mai intaccare i principi ispiratori di un movimento, altrimenti non bisogna sorprendersi dello smarrimento di un elettorato, ma anche di una base militante, senza più riferimenti. Diciamo questo anche in risposta ai tanti che escono sui giornali criticando o invocando cambiamenti, quando un anno fa, al Congresso di Firenze, fu solo la Sezione Provinciale di Modena a portare sul palco la propria voce dissonante. Dov’erano allora, in una piena fase congressuale, queste voci?

Ecco che per noi, prima di parlare di cambi di persone, bisognerebbe parlare di principi, di ideali e di un progetto che sia chiaro e netto come lo era un tempo. Solo allora si potrà offrire agli elettori un’alternativa politica reale nel panorama italiano. Poi ovviamente serviranno giuramenti e un impegno reale a non offrire il penoso spettacolo di questi anni, dove abbiamo sentito tutto ed il contrario di tutto. Ormai è evidente che far coesistere spiriti non affini in uno stesso contenitore non porta a migliorarsi attraverso la pluralità di idee ma, anzi, ci riduce all’immobilismo. Serve sicuramente una nuova stagione, ma crediamo che questa dovrà essere motivata da una riscoperta dei valori di base e non in un mero cambio di poltrone, perché i problemi ci sono e sono ben più profondi”.

 
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