Vi avevamo elencato alcuni dei rischi derivati da un uso inconsapevole dello smartphone. Ora è il momento di condividere possibili soluzioni ed effetti positivi che questi strumenti possono avere sulla nostra mente. Dicevamo che una possibile complicazione per bambini e adolescenti è la difficoltà nel concentrarsi per lunghi periodi, con un impatto prevedibile sulla qualità dello studio o di altre attività. Per lo psicoterapeuta di Ausl Modena Francesco Pagnini il primo passo è informare i ragazzi, renderli consapevoli dei rischi. “Consiglierei anche di monitorare l’uso del proprio smartphone, ogni dispositivo ha funzioni dedicate che consentono di farlo – aggiunge Pagnini – Già questo semplice passaggio consente di prendere consapevolezza e orientare l’utilizzo in modo più intenzionale. Disattivare le notifiche non essenziali ed evitare l’uso degli schermi alla sera sono altri accorgimenti utili. I genitori dovrebbero anche tenere presente che il rapporto dei figli con il cellulare tende spesso a rispecchiare quello degli adulti di riferimento, quindi è importante offrire un modello equilibrato e consapevole di utilizzo”.

Pagnini sottolinea l’importanza dell’introdurre fin dall’infanzia l’educazione digitale nelle scuole in modo strutturato e coordinato. Istituti scolastici, famiglie e servizi sanitari devono lavorare insieme e in un’unica direzione, per ridurre gli effetti negativi degli smartphone. Posto che gli adulti non ne sono immuni, “bambini e adolescenti sono più vulnerabili – dice Pagnini – Il cervello è ancora in fase di sviluppo e i sistemi di autoregolazione non sono ancora maturi. Nei bambini più piccoli questo riguarda soprattutto le funzioni attentive e la memoria, nei ragazzi invece può esserci un’eccessiva sensibilità ai feedback sociali online e una difficoltà a interrompere l’uso dei dispositivi”.

Sull’importanza di promuovere l’educazione digitale, nella Bassa qualcosa si sta già facendo. Negli ultimi mesi i comuni hanno aderito al progetto Domeniche Detox, iniziative pubbliche per conoscere i rischi derivati dagli smartphone e imparare a ritrovare il contatto con le persone. Mirandola è stata la prima a organizzare qualche incontro. Poi a seguire, altri comuni. Le iniziative sono coordinate dal Centro per le Famiglie di Ucman. Non sono stati previsti fondi regionali o ministeriali dedicati all’iniziativa, non c’è una delibera di Ucman in merito e molto si appoggia sulla disponibilità delle associazioni di volontariato.

“Iniziative come queste – commenta Pagnini – hanno senza dubbio un valore. Richiamano l’attenzione sul tema e favoriscono l’apertura del dibattito pubblico. Tuttavia prendersi occasionalmente delle pause dai dispositivi non è sufficiente. Occorre costruire quotidianamente un rapporto sano, consapevole con questi strumenti. Non demonizziamo le tecnologie: impariamo a usarle. Dal canto suo il Settore Dipendenze Patologiche ha istituito un gruppo di lavoro sul tema delle dipendenze per monitorare questi temi, fare prevenzione e promuovere la salute in collaborazione con le istituzioni”.

Leggi l’approfondimento sulle dipendenze da gioco d’azzardo tra i ragazzi

In chiusura, tiriamoci un po’ su di morale: gli smartphone offrono anche dei vantaggi per la mente. Favoriscono la connessione e il supporto sociale, ovvero se ho bisogno di qualcuno posso contattarlo. Questo psicologicamente ci fa sentire più tranquilli. Agende, promemoria e mappe ci aiutano a organizzarci, “alleggerendo il carico mentale e rafforzando il senso di autoefficacia – dice Pagnini – L’accesso ai contenuti online facilita l’informazione e l’apprendimento continuo. Infine, le applicazioni di creazione di contenuti ci consentono di esplorare noi stessi, le nostre capacità e ci permettono di esprimerci e questo è importante soprattutto per adolescenti e giovani adulti”.

In foto: il Dottor Francesco Pagnini, psicologo-psicoterapeuta del Servizio Dipendenze Patologiche di Vignola dell’Ausl di Modena