CONCORDIA – “Negli ultimi giorni abbiamo letto molte dichiarazioni atte a confondere gli elettori sulla questione dell’impianto di biometano che vorrebbero insediare nell’area dell’ex ceramica Kermar. Le dichiarazioni di alcuni esponenti della lista di Prandini Insieme per Concordia risultano non veritiere usando, a fini elettorali, informazioni note da più di due mesi”. Lo scrive in una nota la lista civica che sostiene Emilia Gatti.

Così prosegue la nota:

Il Comune ha stanziato un fondo di 20 mila euro affidandosi a vari avvocati per tentare un difficile stop al progetto. I legali incaricati dal comune nel corso dell’incontro pubblico del 1 aprile 2019, non hanno mai garantito il blocco dell’iter decisionale. A distanza di circa 40 giorni l’amministrazione Prandini si fa vanto di bloccare tutto dichiarando la partita conclusa (vedasi la citazione scaccomatto al biometano sui volantini elettorali).
Partendo dal presupposto che qualunque sia la forza politica che amministrerà Concordia dopo le elezioni chiunque deve impegnarsi per fermare questo progetto. E’ immorale e non corretto, nei confronti dei concordiesi, falsare la realtà. Nessuno ha fermato la procedura, d’insediamento nell’ex area Kermar richiesta dalla Biobimat, domanda che, casualmente, avrà un responso solo dopo le elezioni del 26 maggio. Lo ribellione dei concordiesi all’impianto ha imposto il dietrofront del sindaco Luca Prandini obbligandolo al tardivo e tentennante no all’impianto. Struttura che annovera tra i principali progettisti l’architetto Lucia Bursi ex segretaria provinciale, fino a novembre 2017, del PD di Modena. Invitiamo, ancora una volta, il sindaco Prandini alla trasparenza sulla vicenda biogas. Ai concordiesi non deve essere raccontata una mezza verità, dimenticando apposta quella scomoda e imbarazzante.