“Ho visto scene terrificanti, impossibile dormire. Ma, lo rifarei ancora». Luca Signorelli, 47 anni, milanese residente a Modena, è l’uomo che sabato pomeriggio ha rincorso, atterrato e immobilizzato Salim El Koudri dopo che il 31enne aveva travolto otto persone in via Emilia Centro tentando poi di fuggire armato di coltello.

All’ingresso dell’ospedale di Baggiovara il suo arrivo viene accolto da un applauso spontaneo. Il volto segnato dal sangue e dalla tensione di poche ore prima ha lasciato posto a una camicia e a un paio di jeans, ma in città ormai tutti sanno chi è quell’uomo che, nel caos dell’attentato, ha deciso di non voltarsi dall’altra parte.

Signorelli è presente all’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni, giunti in ospedale per visitare i feriti. «Essere qui è un gesto doveroso verso la comunità», spiega.

Il sindaco Massimo Mezzetti ha già annunciato che Modena sta pensando a un riconoscimento ufficiale per lui e per gli altri cittadini intervenuti nei momenti immediatamente successivi all’attacco.

“Ho rischiato due volte”

Ripercorrendo quei momenti, Signorelli racconta di non avere avuto il tempo di pensare. «In quelle situazioni non pensi, agisci».

Prima il rischio di essere investito dall’auto lanciata sulla folla, poi il corpo a corpo con un uomo armato di coltello che per due volte avrebbe tentato di colpirlo.

«Senza dubbio è stato l’istinto di sopravvivenza», dice spiegando perché non si sia fermato neppure davanti alla lama.

Dopo averlo buttato a terra, altri due uomini lo hanno aiutato a immobilizzarlo. «La polizia è arrivata circa dieci minuti dopo e abbiamo dovuto tenerlo fermo fino all’arrivo degli agenti».

“Ho visto scene terrificanti”

Il 47enne ricorda ancora perfettamente il clima di quei minuti drammatici. «Ho visto scene terrificanti. Ho visto anche persone voltarsi dall’altra parte perché avevano paura. Ma a volte bisogna rispondere».

Dell’attentatore ricorda poche parole confuse: «Blaterava qualcosa in italiano. Si capiva che lo parlava bene, ma aveva un accento straniero. Non ricordo esattamente cosa dicesse».

Poi la riflessione che più di tutte sintetizza il senso del suo gesto: «Ho fatto vedere che l’Italia non è morta. C’è ancora».

L’incontro con Mattarella e Meloni

All’interno del Baggiovara, Signorelli ha incontrato il presidente Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il capo dello Stato lo ha ringraziato personalmente definendo il suo un gesto eroico.

«Mi hanno fatto i complimenti, forse anche frasi di circostanza», dice lui quasi schermendosi.

La premier lo ha invece abbracciato a lungo, condividendo poi sui propri social una foto insieme a lui e agli altri soccorritori, definiti «uomini e donne comuni che, in un momento decisivo, mettono ciò che è giusto davanti a sé stessi».

Parole che a Modena, dopo il pomeriggio di terrore vissuto in centro storico, hanno già trasformato Luca Signorelli nel simbolo del coraggio civile di una città intera.

 
 
 

 

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