REGGIO EMILIA – La principessa Kate arriva a Reggio Emilia con un obiettivo preciso: studiare da vicino uno dei modelli educativi più conosciuti al mondo e rafforzare il suo impegno internazionale sui temi della prima infanzia.

Durante il briefing con la stampa internazionale organizzato alla vigilia della visita, lo staff di Kensington Palace ha spiegato che il viaggio in Emilia rappresenta una tappa centrale del lavoro che la principessa del Galles porta avanti da oltre dieci anni sullo sviluppo infantile.

Secondo Christian Guy, direttore esecutivo del Centre for Early Childhood sostenuto da Kate, i primi cinque anni di vita sono decisivi per la formazione del cervello e delle competenze emotive e sociali.

“Le neuroscienze ci dicono che i primi anni di vita non sono solo importanti, ma rappresentano le fondamenta della nostra esistenza”, ha spiegato Guy.

Durante la conferenza è stato sottolineato come esperienze negative – traumi, violenza, trascuratezza o instabilità familiare – possano incidere profondamente sullo sviluppo dei bambini e sul loro futuro da adulti.

Per questo la principessa considera prioritario investire sulla prima infanzia. “Dobbiamo affrontare questo tema con la stessa urgenza con cui oggi affrontiamo il cambiamento climatico”, è stato ribadito nel corso del briefing.

La scelta di Reggio Emilia non è casuale. Kensington Palace considera infatti il Reggio Emilia Approach una delle esperienze pedagogiche più avanzate al mondo. Nato nel dopoguerra grazie all’intuizione di Loris Malaguzzi, il metodo reggiano mette al centro relazioni, creatività, partecipazione delle famiglie e ruolo della comunità nella crescita dei bambini.

La coordinatrice della rete internazionale Reggio Children ha ricordato che oggi il modello reggiano dialoga con 145 Paesi del mondo.

La principessa visiterà il Centro internazionale Loris Malaguzzi e incontrerà educatori, operatori e rappresentanti della comunità educativa locale. Secondo lo staff reale, la visita servirà anche a creare nuove collaborazioni internazionali e a trasformare le ricerche scientifiche sulla prima infanzia in azioni concrete.

Al centro della missione di Kate resta un concetto semplice ma fondamentale: rafforzare le relazioni umane nei primi anni di vita per costruire società più sane e resilienti nel futuro.

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