Amministrative Concordia sulla Secchia
Agrivoltaico, Confagricoltura Emilia-Romagna soddisfatta per il lavoro di confronto con la Regione
Confagricoltura Emilia-Romagna esprime soddisfazione per il percorso che ha portato la Regione Emilia-Romagna all’approvazione del progetto di legge regionale sulle aree idonee e sulla disciplina degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, provvedimento destinato a definire il quadro normativo regionale in materia di agrivoltaico e sviluppo energetico. L’associazione agricola sottolinea come il lungo confronto sviluppatosi negli ultimi mesi con la Regione e con l’Assemblea legislativa abbia consentito di migliorare in modo significativo il testo iniziale, recependo molte delle osservazioni avanzate dal mondo agricolo. Confagricoltura Emilia-Romagna evidenzia in particolare il lavoro svolto per costruire un equilibrio tra la tutela del suolo agricolo produttivo e la possibilità per le imprese agricole di investire nella produzione di energia rinnovabile attraverso modelli realmente integrati con l’attività agricola. Nel corso del confronto sono stati introdotti elementi considerati importanti per il settore agricolo: dall’innalzamento delle soglie massime di superficie agricola utilizzabile rispetto all’impostazione iniziale, fino al riconoscimento del ruolo dell’agrivoltaico come strumento compatibile con il mantenimento delle colture e della produttività agricola, le comunità energetiche e alcune semplificazioni tecniche richieste dal comparto agricolo, evitando rigidità che avrebbero rischiato di penalizzare gli investimenti delle imprese. Il progetto di legge regionale si inserisce nel quadro degli obiettivi nazionali di sviluppo delle energie rinnovabili che assegnano all’Emilia-Romagna il raggiungimento di oltre 6,3 GW aggiuntivi entro il 2030, cercando allo stesso tempo di mantenere un equilibrio tra produzione energetica, tutela paesaggistica e salvaguardia del comparto agricolo.
“Come Confagricoltura Emilia-Romagna – sottolinea il presidente Marcello Bonvicini – abbiamo lavorato fin dall’inizio con spirito costruttivo e senza posizioni ideologiche. Il nostro obiettivo era duplice: salvaguardare il valore produttivo del terreno agricolo e, allo stesso tempo, consentire alle imprese agricole di cogliere le opportunità legate alla produzione di energia rinnovabile e all’agrivoltaico”.
“Non tutte le nostre richieste sono state accolte, ma il confronto aperto e concreto con la Regione ha consentito di migliorare sensibilmente il provvedimento iniziale. Per questo vogliamo ringraziare il vicepresidente Vincenzo Colla e l’assessora Irene Priolo per la disponibilità al dialogo e alla concertazione dimostrata in questi mesi, in un approccio collaborativo che rispecchia il metodo di lavoro che Confagricoltura ha sempre cercato di
portare avanti nel reciproco interesse delle imprese agricole e del territorio regionale”, prosegue Bonvicini.
Confagricoltura Emilia-Romagna ribadisce inoltre che l’agrivoltaico può rappresentare una opportunità concreta per le aziende agricole se sviluppato secondo criteri di reale integrazione con l’attività produttiva e con il mantenimento delle colture, evitando sia approcci ideologici che tendono a escludere a priori ogni possibilità di investimento energetico in agricoltura, sia modelli speculativi privi di equilibrio con la funzione produttiva del territorio. L’obiettivo, sottolinea l’associazione, deve essere quello di consentire alle imprese agricole di diversificare il reddito, rafforzare la sostenibilità economica delle aziende e contribuire agli obiettivi della transizione energetica, generando benefici anche per il sistema territoriale e per la collettività in termini di produzione energetica, sostenibilità ambientale e stabilità del presidio agricolo sul territorio, senza compromettere la vocazione agricola dei terreni.
“L’obiettivo – conclude Bonvicini – deve essere quello di consentire alle imprese agricole di essere protagoniste della transizione energetica, creando nuove opportunità di reddito e sostenibilità, senza compromettere la capacità produttiva dell’agricoltura emiliano- romagnola, che resta un patrimonio strategico per l’economia e per il territorio regionale”.






































