Futuro Nazionale, il movimento politico che si richiama al generale Roberto Vannacci – ufficiale dell’Esercito e oggi senatore, divenuto noto al grande pubblico per le sue posizioni controverse espresse nel libro Il mondo al contrario – si affaccia ora anche nel dibattito politico modenese. Dopo una fase di definizione organizzativa a livello locale, il gruppo prende forma con l’ingresso di alcuni esponenti fuoriusciti dalla Lega, segnando un nuovo tassello negli equilibri del centrodestra sul territorio. In questo contesto, Futuro Nazionale interviene sulle polemiche legate agli eventi all’Istituto Fermi di Modena, proponendo una lettura fortemente identitaria sui temi della laicità, dell’integrazione e del ruolo della scuola pubblica, che rappresentano uno dei primi banchi di prova della sua presenza politica in città.

Ecco il comunicato stampa:

In merito alle recenti polemiche sollevate dall’onorevole Sasso circa gli eventi svoltisi presso il Istituto Fermi di Modena, Futuro Nazionale prende una posizione netta a difesa dei valori civili e della laicità della scuola italiana. Pur ribadendo il principio di Voltaire — secondo cui la libertà di espressione va difesa anche quando non si condividono le idee altrui — Futuro Nazionale sottolinea come quanto accaduto non riguardi la libertà di parola, ma la violazione dei principi fondamentali del nostro ordinamento.

I FATTI CHE DESTANO PREOCCUPAZIONE Ciò che ha trasformato un momento di approfondimento in un precedente pericoloso non è il dibattito, ma la deriva rituale e discriminatoria: ● La preghiera collettiva: L’uso dei locali scolastici per riti religiosi islamici collettivi svilisce la natura laica dell’istruzione pubblica. ● La segregazione di genere: Le immagini che ritraggono le studentesse relegate nelle file posteriori, separate dai compagni maschi, rappresentano un ritorno a una visione patriarcale e subalterna della donna che l’Occidente ha superato da secoli.

LA POSIZIONE DI FUTURO NAZIONALE “La libertà di espressione è tutelata nel nostro Paese, e la prova è proprio l’aver permesso un incontro sull’Islam,” dichiarano gli esponenti del movimento. “Tuttavia, dobbiamo chiederci se sia lecito permettere propaganda religiosa antistorica dentro le nostre scuole. Non possiamo tollerare che venga sdoganata una cultura che vede la donna in un ruolo inferiore o che giustifica aberrazioni come i matrimoni precoci e la violenza domestica come forma di sottomissione.”

VERSO UN ISLAM TRADIZIONALE, NON RADICALE Futuro Nazionale evidenzia inoltre la necessità di distinguere tra fede e ideologia. Spesso il cosiddetto “Islam moderato” è costituito da cittadini che conservano una tradizione culturale senza però professarne i dogmi più oscurantisti. La scuola non deve diventare terreno fertile per chi, invece, vuole riportare le lancette della storia indietro di quattordici secoli.

CONCLUSIONI Lo Stato e la scuola hanno il dovere di essere laici e professionali. È compito delle istituzioni spiegare ai giovani che il VII secolo è terminato. Futuro Nazionale si opporrà sempre a qualsiasi iniziativa che, sotto la bandiera del multiculturalismo, promuova l’oscurantismo a danno dei diritti universali delle donne e della dignità della persona.