Amministrative Concordia sulla Secchia
A Mirandola Consiglio comunale aperto sulla sanità: investimenti per 16 milioni per l’ospedale e 40 nuovi posti letto
MIRANDOLA – Guidare strategicamente l’evoluzione della sanità nel Sistema Nord Modenese, costruendo un sistema che guarda al futuro, fondato su un nuovo modello di integrazione tra gli ospedali di Carpi e Mirandola e tra questi e i servizi territoriali. È stato questo il tema posto al centro del Consiglio comunale aperto sulla sanità che si è tenuto ieri, giovedì 2 luglio, a Mirandola, alla presenza, accanto alla sindaca Letizia Budri e dei consiglieri mirandolesi, del presidente della Provincia e vicepresidente CTSS Fabio Braglia, del sindaco di Carpi Riccardo Righi e dei sindaci degli altri territori del Sistema Nord Modenese e della Direzione dell’Azienda USL di Modena insieme ai professionisti del Santa Maria Bianca. L’incontro è stato occasione per un aggiornamento a 360 gradi sulle progettualità strutturali dell’ospedale di Mirandola – con un investimento complessivo di quasi 16 milioni di euro – e dell’Ospedale di Comunità (Osco) di Finale Emilia, interventi che andranno di pari passo con il percorso del nuovo Ospedale di Carpi. La realizzazione di questi progetti già finanziati porterà ad un aumento progressivo di 40 posti letto al Santa Maria Bianca e di 15 posti estendibili a 20 a Finale Emilia.
“Se vogliamo avere una sanità che resista nel tempo – dichiara Mattia Altini, direttore generale dell’Azienda USL di Modena – dobbiamo iniziare oggi a costruire la sanità del futuro e per farlo dobbiamo assumerci la responsabilità di scegliere come e dove investire le risorse. La ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica evolvono con una rapidità mai vista prima e ci consentono di fare cose che solo pochi anni fa non potevamo nemmeno pensare, cambiando il modo di assistere e curare i pazienti, aiutandoci a fare previsioni attraverso i dati; ma anche i bisogni dei cittadini, il modo in cui utilizzano i servizi è profondamente cambiato. Il nostro sistema deve saper cogliere e accompagnare queste evoluzioni, ideando le modalità organizzative più appropriate insieme a tutti i suoi attori, professionisti, istituzioni, volontariato, pazienti e caregivers. Siamo corresponsabili nella definizione di scelte sostenibili nel tempo, che saranno tanto più efficaci quanto più saranno basate sulla collaborazione e sulla valorizzazione delle competenze, sulla definizione di percorsi e vocazioni delle strutture, per rendere ciascuna di esse una componente fondamentale di un sistema di eccellenza provinciale sempre più performante e sempre più attrattivo”.







































