La Pro Patria San Felice, uno dei club storici del calcio a 5 regionale e una delle matricole federali più longeve (l’iscrizione è del 2000), prima società della provincia a salire sino alla B nazionale, ha annunciato attraverso i propri canali social la chiusura dell’attività sportiva.

 
“Anche le cose belle, a volte, finiscono.
Dopo 25 anni di campionati Figc, la Pro Patria San Felice ha deciso di non proseguire l’attività.
Abbiamo deciso di farlo per diversi motivi, e del resto chi segue lo sport dilettantistico sa bene che di eterno c’è ben poco, ma bisogna sempre fare del proprio meglio.
Per questo salutiamo dopo una triplice scalata che ci ha riportato, in tre anni, laddove eravamo prima di decidere, nel 2022, di ripartire dalla D: ce l’abbiamo fatta, e comunque chiudiamo in bellezza, con l’ennesima promozione. E, cosa della quale andiamo fieri, tutte ottenute sempre sul campo.
Grazie, allora, a tutti coloro che hanno fatto parte di questa storia. Presidente, dirigenti, collaboratori, a tutti gli sponsor che ci hanno sostenuto in questo quarto di secolo e a tutti i giocatori che hanno vestito questa maglia. Avete fatto la nostra storia e, insieme, abbiamo costruito la nostra piccola grande storia”.
 
 
Questo il testo pubblicato nel tardo pomeriggio del 23 maggio dal club. Il passo indietro, per motivi personali, dello storico presidente, Umberto Dondi, è solo uno dei tanti motivi della decisione, perché il club, tra le altre cose, si è trovato a giocare le ultime stagioni a San Felice, in un impianto che non sarebbe idoneo per la Serie B (e già pochi mesi fa, in occasione della sfida-promozione con il Baraccaluga, aveva mostrato tutta la sua inadeguatezza) di una società che, negli anni passati, ha giocato con continuità a Ravarino, dove ora il palazzetto dello sport è in ristrutturazione. I costi e gli obblighi dello sport dilettantistico – come sa chiunque segue una società – hanno infine favorito la decisione.