FINALE EMILIA – Nota di Rifondazione Comunista sul taglio delle risorse al sostegno scolastico.

Come Rifondazione Comunista esprimiamo la nostra totale solidarietà alle famiglie degli alunni con disabilità e alle lavoratrici e ai lavoratori del servizio, e ringraziamo la CGIL per la netta presa di posizione. La voce autorevole del sindacato smentisce categoricamente le rassicurazioni del Sindaco Poletti e conferma la gravità della situazione. 
 
La proposta avanzata dall’Amministrazione per “gestire” questo taglio è un pericoloso salto nel passato, in totale contrasto con i moderni modelli educativi e di inclusione. Prevedere che un solo operatore segua fino a cinque bambini contemporaneamente significa azzerare anni di conquiste pedagogiche: non è inclusione, è un insulto alla dignità degli alunni e una svalutazione intollerabile del ruolo degli educatori.
 
Per noi il sostegno educativo-assistenziale non può essere una voce di spesa su cui far quadrare i conti. Il diritto allo studio e l’attuazione dei Piani Educativi Individualizzati (PEI) sono diritti insindacabili che vanno garantiti al 100% per ogni bambina e bambino.

Già oggi le scuole soffrono per i tagli governativi; se a questi aggiungiamo anche le sforbiciate del Comune, la situazione diventa insostenibile. Ed è una scelta politica che scarica interamente sulle famiglie – e in particolare sulle donne, su cui grava storicamente il peso del lavoro di cura – l’arretramento del welfare pubblico. E non possiamo nemmeno accettare che a pagare il prezzo di questa scelta siano le oltre venti lavoratrici e lavoratori del servizio, educatori che rischiano tagli salariali e ulteriore precarietà occupazionale.

Le promesse verbali del Sindaco su futuri stanziamenti per integrare i fondi durante l’anno non bastano: le risorse necessarie devono essere messe nero su bianco prima del suono della campanella.

La priorità di un’amministrazione che si dice di centrosinistra, ma che nasce da un’intesa politica con Forza Italia, dovrebbe essere la difesa dei più deboli, non il rigore di bilancio sulla loro pelle.

 
Disability card

Immagine di repertorio