Nota del capogruppo del parlamentare Pd e segretario di presidenza della Camera, Stefano Vaccari, sul tema payback sanitario:

“Occorrono soluzioni rapide per una norma che non piace a nessuno, ma che il Governo, dopo centinaia di sollecitazioni, non ha ancora modificato. Sul payback sanitario è il momento delle decisioni, ritardarle ulteriormente avrà quale conseguenza la tenuta economica di tante imprese del settore, e inoltre potrà compromettere, in mancanza di risorse previste dalla legge, l’entità dei servizi ai cittadini di tante Regioni e la qualità delle forniture al Servizio Sanitario Nazionale”: queste le considerazioni in base alle quali, dopo aver depositato interrogazioni e proposte di legge, il parlamentare del Pd Stefano Vaccari ha presentato, alla Camera, una mozione parlamentare – firmata, tra gli altri, anche dai colleghi Ilenia Malavasi, Marco Furfaro, Chiara Braga e Andrea De Maria – per impegnare il governo a istituire immediatamente un tavolo nazionale con il coinvolgimento delle Regioni, dei ministeri della Salute e delle Imprese e del made in Italy, delle rappresentanze delle imprese del settore per individuare soluzioni condivise, sia per il pregresso che per il futuro, che consentano di salvaguardare le imprese, i bilanci delle Regioni e la qualità delle forniture al Servizio sanitario nazionale”.

“Il governo – continua Vaccariè stato più volte sollecitato anche dalla conferenza delle Regioni, e alcune di esse, come ad esempio l’Emilia-Romagna, hanno istituito tavoli tecnici con le imprese. La questione payback ha determinato oltre 2 mila ricorsi ai Tribunali amministrativi, e la Corte Costituzionale ha evidenziato la criticità della norma. L’Italia è il secondo Paese dell’Ue per numero di occupati nel settore, con 11.607 addetti e 4.641 aziende, di cui quasi il 94% Pmi, e il 6,5 per cento grandi imprese, a cui si aggiungono circa 300 tra startup e Pmi innovative, con Distretti d’eccellenza come quello della Bassa modenese”.

Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, che conclude: “Il payback sui dispositivi medici nasce come strumento di governo della spesa introdotto nella normativa italiana nel 2015, pensato per far fronte all’emergenza finanziaria dell’epoca. Ora però è indispensabile superare l’attuale meccanismo, individuando altri strumenti idonei a monitorare la spesa per tali investimenti, e trovando soluzioni per il triennio 2015/2018. Per questo è il momento di trovare soluzioni condivise, che a parole tutti i partiti dicono di volere ma che non arriva mai”.

Stefano Vaccari

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