Nota stampa di Paolo Trande, consigliere di AVS – Coalizioni Civiche – Possibile in Regione Emilia-Romagna, sul tema payback sanitario:

“Il payback sanitario non è nato nel 2015, dal 2015 (Governo Renzi) al 2022 è stato tecnicamente normato in maniera assurda partendo da una norma generale del 2011 (111/2011) definita dal governo Berlusconi IV, in cui si stabiliva che lo sforamento dei tetti di spesa sanitaria specifica fosse a carico delle Regioni. Era il Governo Berlusconi IV dei ministri Meloni, Santanchè, Fitto, Calderoli, Bernini, La Russa. Fu in quel periodo, di crisi finanziaria e di rischio di default per il Paese, che poche settimane dopo vide la lettera Trichet/Draghi che imponeva regole di bilancio draconiane tra cui il pareggio di bilancio in Costituzione e poi le dimissioni del governo Berlusconi IV e l’ arrivo di Monti. Lì nasce questa norma assurda, ingiusta, retroattiva, che è venuto il momento di sopprimere in Parlamento, perché mette a rischio la stabilità economica, produttiva, di innovazione e di posti di lavoro qualificati delle aziende bio-medicali, in particolare del distretto bio-medicale del mirandolese.

Governo e Parlamento mettano la parola fine a questa disposizione che colpisce particolarmente le piccole e medie imprese, non tanto le aziende di Big-Pharma che hanno spalle larghe. Le volontà del governo di continuare a sotto-finanziare il fondo sanitario nazionale esporrà ulteriormente le Regioni a sforamenti di budget che con il meccanismo del pay-back sanitario perpetuano e aggravano le prospettive economiche e di stabilità delle aziende bio-medicali e l’incertezza del Servizio Sanitario Pubblico. Al di là della genesi del problema, sarebbe importante che dall’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna arrivasse un richiesta unanime con, quindi, al centro 3 richieste:

– la cancellazione della norma del payback sanitario (per farmaci e dispositivi medici);

– l’inserimento nel bilancio dello Stato di quanto viene stimato dalla FIFO (Federazione Italiana Fornitori Ospedalieri) sia l’onere per le imprese del bio-medicale (3.6 miliardi), per il 2015-2018 ma anche 2019-2024;

– un adeguato finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, che vuol dire un investimento di circa 4-5 miliardi anno per i prossimi 5 anni, come chiedono tutte le Regioni di ogni colore politico”.

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