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Massimo Recalcati, Luca Carboni, Gloria Campaner insieme sul palco per inaugurare “La palestra delle emozioni”
MODENA – Di quello che succede dietro le quinte, prima di salire sul palco, non se ne parla mai. La tensione, l’emotività che precedono la performance possono essere invalidanti: paura, ansia, insicurezza vengono represse e nascoste con un misto di pudore e vergogna. Le emozioni possono invece svolgere un ruolo positivo nell’espressione della creatività: da questa consapevolezza debutta a Modena un percorso inedito dedicato a chi studia e suona uno strumento, ma anche a chiunque si affacci sul palcoscenico della vita. È il Conservatorio di Musica Vecchi Tonelli di Modena e Carpi a proporre “La palestra delle emozioni”, un percorso gratuito ideato e guidato da Gloria Campaner per riconoscerle e valorizzarle: si tratta di numerosi appuntamenti – eventi, laboratori, seminari – che si svilupperanno lungo tutto il 2025, dedicati non solo agli studenti del Conservatorio, ma aperti anche a musicisti, artisti e a tutti gli studenti di ogni ordine e grado, a partire dalle scuole superiori, che sentono il bisogno un supporto specifico.
“La palestra delle emozioni”: prima tappa giovedì 27 febbraio
“Per chi studia e suona uno strumento, così come per chiunque si affacci sul palcoscenico della vita, la consapevolezza delle proprie emozioni è essenziale – spiega Campaner – Le emozioni sono il sigillo dell’identità fra il corpo e la mente, raccontano di noi molti aspetti che è un bene ascoltare. Se non impariamo ad allenare l’emotività – come un muscolo – di pari passo con la tecnica, le emozioni poi avranno la meglio e ne verremo sopraffatti quando meno che lo aspettiamo”.
“Ci sarà sempre una parte “fisica” basata sull’imparare a respirare – molte persone non lo sanno fare correttamente! – e su esercizi che abbassano il battito cardiaco. E una parte più “motivazionale” per riuscire a mettere a fuoco i nostri punti di forza e ribaltare certe prospettive. È necessario arrivare a non pensare: “Non voglio sbagliare!”, ma piuttosto: “cosa voglio donare?”. Non c’è errore sterile o una vera sconfitta: o si vince o… si impara!”L’obiettivo del Conservatorio Vecchi Tonelli è ambizioso, come spiega il direttore Giuseppe Fausto Modugno: “Vogliamo stabilire rapporti di collaborazione con Istituzioni esterne interessate a queste tematiche – come l’Accademia Stauffer di Cremona o l’Accademia di Imola – e con le organizzazioni che promuovono importanti concorsi strumentali, i cui partecipanti devono fare fronte a un alto livello di stress: in questi casi la gestione consapevole della tensione può condizionare la qualità delle prestazioni”.Ma il direttore guarda anche all’estero: “Arriveremo a disseminare anche oltreconfine i risultati di questa proposta didattica, coinvolgendo Istituzioni la cui popolazione scolastica può trarre beneficio dal rapporto con i docenti e gli allievi che in Italia stanno seguendo questi percorsi. Penso in particolare a paesi extraeuropei nei quali l’atteggiamento occidentale nei confronti del far musica e della performance in campo artistico e performativo ha delle peculiarità che non sempre sono comprese appieno (Vietnam, Indonesia, Australia, ad esempio) in un’ottica di scambio culturale che avrà senz’altro ricadute positive reciproche”.






































