Amministrative Finale Emilia
San Felice, la Farmacia Fregni si trasforma: nuovi servizi tra noleggio ausili, tecnico ortopedico e assistenza infermieristica



A raccontare il progetto è la dottoressa Anna Puliatti, che descrive un’evoluzione nata direttamente dalle richieste e dai bisogni intercettati ogni giorno in farmacia.
Ausili a noleggio: “Serve una risposta immediata”



«Spesso tra il momento del bisogno e i tempi della sanità pubblica si crea un vuoto – spiega Puliatti – e noi abbiamo cercato di coprire proprio quel gap».
Non serve aver avviato pratiche con l’Ausl: gli ausili possono essere noleggiati da chiunque ne abbia bisogno, anche solo per pochi giorni dopo un intervento, una caduta o un problema temporaneo.
«Ci sono situazioni in cui una persona ha bisogno di un deambulatore per dieci giorni o due settimane. In quei casi acquistarlo non avrebbe senso».
Alcuni clienti, dopo un primo periodo di noleggio, hanno poi scelto di acquistare direttamente il prodotto. Intanto la farmacia sta riorganizzando gli spazi per rendere più visibile e strutturato il nuovo servizio.
Un sistema sanitario che cambia: “La gente in farmacia ci viene già”
Dietro questi nuovi servizi c’è anche un cambiamento più profondo del sistema sanitario e del modo in cui le persone cercano assistenza. Volenti o nolenti, l’assistenza territoriale sta andando in questa direzione: i medici di base sono sempre meno, seguono numeri sempre più alti di pazienti e fanno fatica a dedicare tempo a ogni singola situazione; i pronto soccorso sono lontani o difficili da raggiungere; molte prestazioni private hanno costi elevati; nel frattempo la popolazione invecchia e aumentano le persone fragili o con patologie croniche.
In questo contesto il Servizio sanitario nazionale fatica a reggere da solo tutto il peso dell’assistenza quotidiana e le farmacie stanno progressivamente assumendo un ruolo diverso rispetto al passato.
La stessa Puliatti racconta che spesso i cittadini entrano già oggi in farmacia chiedendo consigli, orientamento o aiuto per problemi che fino a pochi anni fa sarebbero stati gestiti altrove.
«La gente viene qui perché magari non riesce a trovare il medico, non sa come muoversi, oppure ha bisogno di una risposta immediata. A quel punto tanto vale organizzarsi per dare servizi concreti e strutturati».
Da qui nasce l’idea della “farmacia dei servizi”: non sostituire il medico o l’ospedale, ma diventare un punto di riferimento territoriale capace di intercettare bisogni pratici e indirizzare correttamente le persone.
Un tecnico ortopedico in farmacia
Tra le novità in arrivo c’è anche la collaborazione con Francesco Forti, tecnico ortopedico specializzato nella realizzazione di plantari su misura e dispositivi ortopedici.
Il professionista sarà presente circa una volta al mese e seguirà sia consulenze private sia pratiche convenzionate con l’Ausl, permettendo ai cittadini di evitare spostamenti verso Mirandola o Modena.
Plantari, ortesi, supporti correttivi e altri ausili potranno così essere richiesti direttamente a San Felice, con la possibilità di seguire anche i percorsi mutuabili previsti dal sistema sanitario.
L’idea, spiega Puliatti, è quella di sviluppare sempre più una vera “farmacia dei servizi”, con spazi dedicati e professionisti specializzati.
Medicazioni e consigli pratici per chi assiste familiari anziani



«Molte persone si ritrovano a dover assistere un genitore anziano senza sapere bene come fare una medicazione o gestire certe situazioni», racconta la farmacista.
Un problema sempre più frequente, soprattutto considerando le difficoltà di accesso rapido ai medici di famiglia e ai servizi territoriali.
Le consulenze saranno riservate e personalizzate, in modo da garantire privacy e supporto concreto ai pazienti.
“La farmacia deve tornare a essere un punto di riferimento”






«Il farmacista non può più essere soltanto un dispensatore di farmaci – sottolinea Anna Puliatti – ma deve diventare un punto di riferimento per le esigenze quotidiane delle persone».
Una filosofia che punta anche a distinguersi dalle grandi catene commerciali, mantenendo un rapporto umano e diretto con il territorio.
«L’idea è quella di continuare a essere una farmacia con un’anima, vicina ai bisogni reali delle persone».


























































