MIRANDOLA – Approda in Parlamento il caso relativo alla crisi dell’azienda Mozarc-Bellco di Mirandola, che ha annunciato l’intenzione di chiudere il reparto produttivo, scelta che determinerebbe la perdita di 350 posti di lavoro al momento congelata dopo l’incontro con i sindacati in attesa dei tavoli istituzionali con Regione Emilia-Romagna (26 giugno) e Ministero delle Imprese e del Made in Italy (9 luglio). La deputata della Lega Laura Cavandoli ha, infatti, presentato un’interrogazione al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Queste le parole del ministro Urso in risposta all’interrogazione:

“La Mozarc-Bellco di Mirandola, operante in un settore importante e strategico, come quello biomedicale, ha comunicato l’intenzione di interrompere la produzione di macchine per dialisi, ritenendo tale attività ormai insostenibile a causa della concorrenza asiatica. Noi ci siamo subito attivati, con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali e un sito produttivo importante in un’area significativa del nostro paese, con i suoi 350 dipendenti, di cui il 70% donne. Abbiamo subito convocato un Tavolo di crisi al Ministero con tutte le parti interessate per il prossimo 9 luglio, che seguirà il Tavolo promosso dalla Regione Emilia-Romagna per il 26 giugno. Una prima risposta si è avuta con l’annuncio dell’azienda di congelare le procedure di licenziamento fino al primo incontro istituzionale. La prima cosa da fare è proprio chiedere all’azienda di congelare le misure di licenziamento. Il nostro obiettivo è quello di mantenere i siti produttivi del nostro paese, anche quelli che devono affrontare una trasformazione o una riconversione ad altri settori. La nostra priorità è sempre quella di trovare soluzioni positive ai casi di crisi, utilizzando tutti gli strumenti disponibili per scongiurare la chiusura degli stabilimenti produttivi e salvaguardare i livelli occupazionali. Lo faremo anche in questo caso, insieme a tutti gli attori, anche a livello europeo. Occorre tutelare le nostre imprese da chi opera in regime di concorrenza sleale”.

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