SAN PROSPERO SUL SECCHIA, SAN FELICE SUL PANARO – Negli ultimi cinque anni si è destreggiato nell’impegnativo ruolo di vice sindaco a San Felice sul Panaro e nell’altrettanto impegnativa attività di capo dell’opposizione a San Prospero sul Secchia. Ora l’uomo dei due fiumi Bruno Fontana, poliziotto e sindacalista in pensione, completa il suo incarico sanfeliciano con lo sprint finale perchè ritenta la corsa che non ha completato cinque anni fa a San Prospero. E’ ancora lui, infatti, il candidato sindaco del centrodestra nel paese sul Secchia.

Questa scelta non era nelle mie intenzioni iniziali – argomenta Fontana – e avevo a suo tempo manifestato l’intenzione di non ricandidarmi, perlomeno non in prima persona, perché avevo degli altri progetti. E’ una questione che ho sollevato più di 8 mesi fa ai partiti politici che mi sostengono ma evidentemente è andata a vuoto perché non è stato trovato nessun interessato all’altezza di candidarsi e quindi per spirito di servizio ho deciso di ricandidarmi, contro lo spirito della ragione“.

Si dimetterà dall’incarico di vicesindaco a San Felice sul Panaro? “In questi cinque anni ho fatto convivere le due cose perché non ho mai saltato un consiglio comunale, neanche uno. Ma ho già detto al sindaco e alla giunta che avrei dedicato un po’ più di tempo alla campagna elettorale

Il programma per San Prospero verte su alcuni punti chiave. Primo fra tutti è la cura e la pulizia del comune, che per Fontana è stata decisamente trascurata negli ultimi cinque anni di governo Borghi. Poi la manutenzione delle strade (“Abbiamo presentato 8-9 interrogazioni sul mantenimento delle strade e questi sono andati quasi tutti a vuoto“) e la riorganizzazione all’interno del Comune che tra pensionamenti e trasferimenti  ha cambiato volto interno. Per Fontana i dipendenti “Bisogna strutturarli in maniera tale che il personale che lavora all’interno del comune di San Prospero sia affezionato e soprattutto permanga per lungo tempo. Il Comune deve diventare un punto di riferimento per i cittadini”. Infine, far rivivere le frazioni: “In cinque anni non abbiamo mai visto nelle quattro fazioni eventi di nessun tipo“. Sul piano della cultura, denuncia il centrodestra, a San Prospero mancano anche progetti ad esempio su Villa Tusini e su Villa Bocchi.

Sui temi di area più vasta – che  conosce bene perché è stato a lungo presidente del Consiglio dell’Unione Comuni Area Nord – Fontana ha le idee chiare: su Aimag bisogna combattere per mantenerla pubblica, l’Ospedale Mirandola va sostenuto senza perdere tempo, e l’Ucman ha bisogno di riforme pesanti, partendo anzitutto da capire se ai Comuni conviene o no delegare le funzioni o se sia meglio fare convenzioni sui singoli tempi. La china che si è presa è pesante, e il rischio, avverte Fontana, è che bisognerà presto scegliere se riparare le buche nelle strade o garantire i servizi sociali.