Amministrative Finale Emilia
Cmb volta pagina dopo 32 anni: Carlo Zini lascia la presidenza, Roberto Davoli nuovo numero uno
CARPI – Si chiude dopo trentadue anni uno dei capitoli più significativi della storia economica e cooperativa carpigiana. Carlo Zini lascia la presidenza di Cmb, la storica Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi, passando il testimone all’ingegner Roberto Davoli, già vicepresidente e direttore generale del gruppo. Un avvicendamento preparato da tempo e formalizzato dal Consiglio di amministrazione durante l’assemblea che ha approvato il bilancio 2025.
«Uscire di scena è un’arte e dopo un periodo così lungo non è cosa semplice, ma meglio di come sta andando non avrei potuto sperare», ha dichiarato Zini nel suo saluto finale, accolto da una lunga standing ovation della platea gremita. «Grandi risultati per Cmb, che resta in ottime mani, e diffuse manifestazioni di affetto e stima nei miei confronti».
Parole che hanno segnato il momento più emozionante dell’assemblea, culminata con l’ultimo intervento dal podio dello storico presidente: «Questa è l’ultima volta che vi parlo da questo podio: consentitemi di chiedervi un ultimo applauso». In sala commozione e applausi interminabili per il dirigente che ha guidato la cooperativa in una stagione di trasformazione radicale.
Sotto la guida di Zini, infatti, Cmb è passata da storica realtà emiliana del mondo cooperativo a gigante nazionale delle costruzioni e delle infrastrutture, superando il miliardo di euro di ricavi e moltiplicando per dieci, negli ultimi quarant’anni, i principali indicatori economici e patrimoniali.
Fondata nel 1908, la cooperativa ha attraversato più epoche: dalle bonifiche alle grandi opere ferroviarie, fino ai cantieri dell’Alta Velocità, agli ospedali e ai grandi progetti urbani come City Life a Milano. «Siamo partiti dai braccianti e oggi siamo tra i giganti delle infrastrutture, ma il nostro cuore resta qui», ha ricordato Zini, rivendicando il legame con Carpi e con il modello cooperativo.
Un modello che, secondo il presidente uscente, ha rappresentato la vera forza dell’azienda anche nei momenti più difficili, dalle crisi del settore immobiliare alla pandemia. «Non abbiamo mai licenziato nessuno nei momenti di crisi», ha sottolineato, ricordando anche l’impegno sulla sicurezza sul lavoro culminato nel progetto “Sicuri per mestiere”, nato nel 2009.
Ora la guida passa a Roberto Davoli, figura cresciuta internamente alla cooperativa e protagonista degli ultimi 34 anni di vita aziendale. «Non è una rottura, ma la messa a terra di una strategia già avviata», ha spiegato il neo presidente. Negli ultimi tre anni Cmb ha infatti modificato il proprio modello organizzativo, puntando meno sulla dimensione territoriale e più sulla specializzazione per prodotto. Una scelta che ha consentito una crescita tra il 20 e il 25% annuo e il consolidamento di un portafoglio lavori che oggi supera i 3,3 miliardi di euro.
Tra le commesse simbolo della nuova fase c’è la tranvia di Bologna, che solo nell’ultimo anno ha generato quasi 200 milioni di euro di ricavi, confermando il ruolo centrale di Cmb nelle grandi opere legate anche alle opportunità del Pnrr.
Accanto a Davoli, nel nuovo assetto di governance, ci sarà Emiliano Cacioppo, nominato vicepresidente dopo l’esperienza come direttore Marketing e sviluppo commerciale.
Nonostante le dimensioni ormai nazionali e internazionali, il legame con il territorio resta forte. «Una persona su tre a Carpi ha a che fare con Cmb», osserva Davoli, chiamato ora a guidare la cooperativa verso le sfide future: innovazione digitale, intelligenza artificiale, sostenibilità e gestione di progetti sempre più complessi.
Con Zini che resterà socio della cooperativa, il passaggio di consegne assume così il valore di un’eredità costruita nel tempo: una transizione tra generazioni nel segno della continuità, con l’obiettivo di mantenere intatta l’identità mutualistica di una delle realtà più importanti del panorama cooperativo italiano.






































