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Per il pugile modenese d’adozione Nimbo Laurent allenamento speciale con l’olimpionico Diego Lenzi
MODENA – Dietro una vittoria ci sono tante ore di duro allenamento. C’è sudore. Fatica. Sessioni di allenamento che spesso non conoscono giorni di festa. Anzi. Lo sanno bene all’Accademia Pugilistica Modenese dove anche la vigilia di Pasqua ha mantenuto non solo le caratteristiche di un tipico sabato passato in palestra per affinare la preparazione ma è stata anzi l’occasione per vedere sul ring Nimbo Laurent, il giovane camerunense fuggito dalla guerra e salvato dopo il naufragio del barcone con cui raggiungeva l’Italia.
Una seduta particolarmente impegnativa per “Lollo”, campione regionale in carica per la categoria pesi super-massimi e tra i migliori ai Campionati Italiani Assoluti Elite Maschili, che ha avuto l’onore di fare sparring (simulazione di combattimento) con il pugile professionista e olimpionico Diego Lenzi. Per migliorare bisogna confrontarsi con i migliori e Lollo ha retto ben 4 round mostrando ancora una volta un potenziale di crescita importante contro una delle promesse della boxe italiana. Lenzi – bolognese classe 2001, detto “el Toro” – ha partecipato alle olimpiadi di Parigi 2024 e sabato scorso nella palestra di viale Molza è stato l’ospite eccellente della seduta di allenamento che ha coinvolto atleti sia dell’Accademia Pugilistica Modenese che della Boxe Academy Sassuolo.
Le giornate di sparring sono molto importanti per la crescita degli atleti e da qui le collaborazioni tra le diverse società come sabato in viale Molza: “Sono appuntamenti che organizziamo spesso per preparare i pugili ai grandi eventi – spiega Stefano Grillenzoni, tecnico dell’Accademia Pugilistica Modenese – Fare sparring con atleti con più esperienza, come nel caso del nostro Lollo salito sul ring con Diego Lenzi, permette di misurarsi con qualcosa di più complesso ed aiuta anche a gestire emozioni e tensioni, oltre a migliorare gli aspetti tecnici e tattici”.
Avversari sul ring, amici fuori dalla palestra: “Ma l’agonismo finisce quando si chiudono le porte – sottolinea Grillenzoni – Gli atleti coinvolti in queste sedute di allenamento più intense spesso si conoscono e magari sono anche amici”. Si combatte contro. Si suda insieme. Nei feriali come nei festivi. Dietro una vittoria ci sono cento sconfitte. E tanti sabato pomeriggio.










































