Amministrative Finale Emilia
Elisoccorso, Ori (Patto per il Nord): “Numeri in crescita? È il segnale di una sanità territoriale che non funziona”
L’aumento degli interventi dell’elisoccorso in Emilia-Romagna, presentato dalla Regione Emilia-Romagna come un risultato positivo, diventa terreno di scontro politico. A intervenire è Daniele Ori, esponente di Patto per il Nord Emilia, che ribalta la lettura dei dati diffusi nei giorni scorsi e rilanciati anche dalla stampa locale.
Secondo Ori, infatti, i quasi 3.000 pazienti soccorsi nel 2025 e le oltre 2.300 missioni non rappresentano un successo del sistema sanitario, ma piuttosto “la fotografia di una sanità territoriale sempre più in difficoltà”.“Il lavoro degli operatori non si discute – sottolinea – ed è giusto riconoscere il valore di chi ogni giorno salva vite. Ma è profondamente sbagliato che la Regione utilizzi questi numeri per raccontare un sistema che funziona. La realtà è ben diversa”. Nel mirino finisce in particolare il dato relativo alla provincia di Modena, che con 366 missioni registra il numero più alto a livello regionale. “Non è un primato di cui andare fieri – afferma Ori – ma un campanello d’allarme evidente. Se il territorio fosse davvero dotato di strutture adeguate, molte di queste emergenze verrebbero gestite direttamente negli ospedali locali, senza ricorrere all’elicottero”.
L’esponente di Patto per il Nord punta il dito contro quella che definisce una “scelta politica precisa”: privilegiare un sistema emergenziale e centralizzato, anziché investire sulla rete sanitaria territoriale. “Da anni la Regione si lamenta dei tagli alla sanità, ma poi le risorse disponibili vengono impiegate in modo discutibile. Oltre 24 milioni di euro per l’elisoccorso sono una cifra importante: il problema è come si decide di spenderla. Si continua a investire sull’emergenza invece che prevenire e strutturare il territorio”.Il ragionamento si concentra sulle strutture della provincia modenese, indicate come esempio concreto delle criticità. “Mirandola, Pavullo e Carpi devono tornare a essere ospedali veri, non presidi ridimensionati o complementari tra loro. Devono essere messi nelle condizioni di operare in autonomia e gestire le emergenze”. Secondo Ori, l’aumento del ricorso all’elisoccorso è il segnale di un sistema che non riesce più a rispondere in modo capillare ai bisogni dei cittadini. “Quando l’emergenza diventa la normalità, significa che qualcosa si è rotto. Si stanno coprendo le carenze strutturali con interventi straordinari, più costosi e più complessi”. Da qui l’affondo politico finale: “La Regione smetta di raccontare questi numeri come un successo. Più voli non significano una sanità migliore, ma una sanità che non funziona dove dovrebbe: sul territorio. Serve meno propaganda e più responsabilità nelle scelte”.
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