Amministrative Finale Emilia
Modena, il “caro-multe” da 22 milioni: automobilisti nel mirino tra strade sature e ferrovie assenti
MODENA – Muoversi a Modena e provincia sta diventando un percorso a ostacoli, tanto economico quanto logistico. Il dato emerge prepotente dall’ultimo consuntivo del Comune: nel 2025 le sanzioni per violazioni al Codice della strada hanno raggiunto la cifra monstre di 22 milioni 361mila euro. Una media di oltre 61mila euro al giorno staccati dai verbali della Polizia Locale. Tuttavia, dietro i numeri della delibera di giunta approvata mercoledì scorso, si cela la frustrazione di una città affollata e di una provincia che fatica a trovare alternative al volante.
Il nodo dei pendolari: l’auto come scelta obbligata
Il peso di queste sanzioni ricade spesso su chi non ha scelta. In una città sempre più congestionata, la mancanza di un sistema ferroviario capillare e di treni frequenti per i pendolari della provincia trasforma il tragitto casa-lavoro in una trappola. Senza un trasporto pubblico su ferro capace di assorbire il flusso dai comuni limitrofi, migliaia di lavoratori sono costretti a riversarsi quotidianamente in tangenziale, esponendosi inevitabilmente ai controlli elettronici e alle criticità di una rete stradale ormai satura.
L’offensiva degli autovelox in Tangenziale
Il “peso” dei controlli elettronici è destinato a farsi ancora più schiacciante. Attualmente, quasi 5 milioni di euro (un quarto della torta totale) arrivano dai due soli autovelox fissi di via Carducci e viale Autodromo. Ma la pressione è pronta a salire: il Comune ha già dato il via libera all’installazione di due nuovi apparecchi in tangenziale, punti nevralgici per chi entra e esce dalla città:
Nella zona Est: tra la rotonda del Grappolo e l’incrocio con strada Morane.
Nella zona Ovest: sulla tangenziale Mistral, direzione Sassuolo, vicino alle uscite per Cognento e la Motorizzazione.
Il paradosso degli incassi: metà delle multe non viene pagata
Nonostante il rigore dei controlli, il Comune deve fare i conti con un dato amaro: solo la metà delle multe viene effettivamente incassata. Dei 22 milioni accertati, ben 11 milioni e 400mila euro sono finiti nel “fondo crediti di dubbia esigibilità”. Si tratta di sanzioni che i cittadini, per impossibilità o per protesta silenziosa contro un sistema che li penalizza senza offrire alternative di mobilità, non pagano. Una quota, tra l’altro, in netto aumento rispetto alle previsioni iniziali, segno di una tensione sociale che cresce di pari passo con il numero dei verbali.






































