Amministrative Finale Emilia
Momento della verità per Gambro-Vantive di Medolla: lunedì si decide il destino di 500 lavoratori a rischio
Ormai ci siamo, la fatidica data del 23 marzo è vicina. Lunedì infatti è in programma un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy che coinvolgerà amministratori della Regione Emilia-Romagna, sindaci dei comuni della Bassa modenese, vertici del Ministero e rappresentanti dei lavoratori di Gambro-Vantive. Anche i referenti del fondo statunitense Carlyle, attuale proprietario di Vantive, sono stati invitati. Scopo dell’incontro: definire in modo chiaro i destini degli oltre 500 lavoratori dell’azienda medollese che rischiano di perdere il posto, semplicemente perché la proprietà ha deciso di vendere l’impresa, giudicando il settore “poco remunerativo”. A rischio anche le eccellenze prodotte dall’azienda, in particolare le tecnologie destinate alla dialisi.
Importante ricordare che Gambro-Vantive si trova già in difficoltà per questa scelta improvvisa del fondo Carlyle. Lo evidenzia Lucio Zinno, delegato dei lavoratori, che al presidio tenutosi davanti allo stabilimento il 12 marzo ha condiviso le preoccupazioni dei dipendenti con il Presidente della Regione Michele De Pascale. “Da mesi stiamo chiedendo al gruppo Carlyle di avere un piano industriale – afferma Zinno – Vogliamo evitare che questo sito sia venduto ‘a pezzi’. Produciamo macchine da dialisi, ma anche altri prodotti utili per l’impiego in ambito sanitario”.
Leggi l’approfondimento sulla manifestazione del 12 marzo
Diciamolo in modo chiaro: i lavoratori di Gambro-Vantive realizzano da anni prodotti che contribuiscono a salvare la vita di moltissime persone. Non solo in Italia, non solo in Europa, ma nel mondo intero, tant’è vero che i loro prodotti sono acquistati sul mercato internazionale. Ed ecco il punto: l’incertezza sulle sorti dello stabilimento sta influenzando anche l’andamento degli affari. “Alcuni prodotti dell’azienda non vengono pagati subito – spiega Zinno – Per il fondo, mosso da logiche di guadagno, queste tecnologie non sarebbero più remunerative. Quindi hanno chiuso alcune piattaforme di macchine da dialisi, soprattutto quella del nostro prodotto di punta, che viene usato in ospedali e cliniche per curare i malati. Non riusciamo a vincere alcune gare e questo ci porta fuori da alcuni mercati”.
La speranza di lavoratori, sindacati e istituzioni è che all’incontro del 23 marzo a Roma ci sia anche una rappresentanza del fondo Carlyle, che in Italia è gestito da Marco De Benedetti. Il desiderio è che il fondo chiarisca le sue intenzioni, eviti di spacchettare lo stabilimento e qualora decidesse di venderlo, assicuri di trovare un acquirente serio, disposto a investire garantendo un futuro ai dipendenti e ai prodotti di Gambro-Vantive. Importante muoversi in fretta, perché come abbiamo visto la ditta ha già perso terreno e le famiglie dei lavoratori sono in apprensione. “Il settore produce circa il 2% del Pil nazionale – sottolinea Zinno – Sugli esiti di questa vicenda non si gioca solo il futuro di noi lavoratori, ma anche il destino di un polo industriale importantissimo. La chiusura o la vendita a spezzatino dello stabilimento medollese potrebbe avere impatti negativi su moltissime persone”.
In foto: alcuni momenti della manifestazione e dell’incontro in municipio del 12 marzo








































