Amministrative Medolla
“Avevo un sogno: l’Italia”. Saku, il giovane migrante che ha aiutato a fermare Salim



Tra quei volti c’è anche quello di Saku Talukder, 21 anni, originario del Bangladesh. È stato uno dei primi a correre insieme a Luca Signorelli per fermare l’attentatore armato di coltello.
La sua è una storia di migrazione, lavoro e integrazione. Ma anche di coraggio. «I have a dream: avevo un sogno, l’Italia», racconta il giovane, che oggi lavora all’Italpizza di Modena.
Il viaggio dalla Libia a Lampedusa
Saku è arrivato in Italia quattro anni fa. Un viaggio lungo e drammatico iniziato dal Bangladesh e passato attraverso la Libia.
«Sono partito con un barcone e sono arrivato a Lampedusa. Poi mi hanno mandato a Modena», racconta. Oggi vive da solo in città, mentre la sua famiglia è rimasta nel Paese d’origine. «I miei genitori non vogliono trasferirsi».
Sabato pomeriggio si trovava in centro storico per fare alcuni acquisti quando ha sentito il rumore dell’auto lanciata sulla folla.
“Ho visto persone a terra e un uomo con il coltello”
«Erano circa le 16.30. Ho sentito una macchina arrivare sempre più forte, sempre più vicina. La gente urlava», ricorda.
Poi la scena drammatica: «Mi sono girato e ho visto l’auto impazzita e dietro una scia di persone a terra. Mi sono avvicinato a una donna che aveva le gambe amputate, poi ho visto l’uomo uscire dall’auto con un coltello e iniziare a scappare».
In quel momento Luca Signorelli si è lanciato all’inseguimento del 31enne. Saku non ci ha pensato due volte: «Io e altri ragazzi abbiamo iniziato a correre dietro di lui. C’era anche un mio connazionale e un ragazzo albanese».
“Gli ho preso il coltello”
È stato proprio il giovane bengalese a riuscire a sottrarre l’arma all’attentatore durante la colluttazione.
«Luca lo aveva immobilizzato ma lui cercava di colpirlo alla testa e al petto. Io gli ho preso il coltello e l’ho buttato in strada. Quando è arrivata la polizia sono stato io a indicare dove fosse l’arma».
Nonostante il rischio, Saku dice di non avere avuto paura. «In quel momento non ci pensi. Era più importante aiutare Luca, che sanguinava, e poi avevo in testa la donna ferita e le altre persone a terra che credevo morte».
Dopo avere contribuito a bloccare El Koudri, il 21enne è tornato indietro verso i feriti: «Ho portato dell’acqua e ho chiesto come potevo aiutare».
“Non tutti gli stranieri sono delinquenti”
Le parole di Saku colpiscono soprattutto quando parla del rapporto tra italiani e immigrati.
«Tutti sono abituati a dire che gli stranieri delinquono, ma non è vero. Non siamo tutti uguali», afferma.
Il giovane racconta la sua esperienza quotidiana all’Italpizza, dove lavora insieme a persone di tante nazionalità diverse. «Ci sono marocchini, pakistani, bangladesi, nordafricani. Per fortuna la maggioranza degli italiani sa che siamo brave persone».
E aggiunge: «Quando qualcuno vede uno straniero pensa subito che non sia onesto. Ma non è così, non siamo tutti negativi».
“La vita delle persone viene prima di tutto”
A spingerlo verso quella corsa dietro all’attentatore, dice, è stata l’educazione ricevuta dalla famiglia. «I miei genitori mi hanno insegnato che bisogna aiutare gli altri quando sono in difficoltà».
Dopo avere saputo cosa era successo, dal Bangladesh mamma e papà lo hanno chiamato. «Mi hanno detto che sono stato bravo e coraggioso. Ma per me è stata una cosa naturale».
E alla domanda se rifarebbe tutto, la risposta arriva immediata: «Certo. Sempre. La vita delle persone viene prima di tutto».
LEGGI ANCHE
“Bastardi cristiani”, scriveva Salim. Ma oggi dal carcere chiede una Bibbia
Salim El Koudri: “Ho preso un coltello e sono uscito, sapevo che quel giorno morivo”
Il vicepremier Tajani oggi a Modena e Bologna: visita ai feriti dell’attentato
Attentato di Modena, l’aggiornamento sui feriti: la donna che ha perso le gambe è cosciente
Attentato di Modena, El Koudri rischia fino a 15 anni. Oggi l’udienza di convalida del fermo
Attentato di Modena, El Koudri non risponde ai pm: esclusa al momento la pista del terrorismo
Attentato Modena, Piantedosi: “Non emergono legami con il terrorismo, ma resta la gravità dei fatti”
Attentato Modena, va sempre peggio: amputate le gambe a due persone, e una è in pericolo di vita
“Strage”: è questo il reato contestato a Salim El Koudri dopo l’investimento nel centro di Modena
Attentato di Modena, la prefetta: “A Ravarino El Koudri era in cura nel 2022 per disturbi schizoidi”
Modena, auto falcia pedoni: 4 feriti gravi. Bloccato un uomo






















































