Carpi (MO), 11 maggio 2026 – I sogni per John Lennon sono una delle tre cose che servono per avere successo nella vita. Sembra un programma avvincente ma il sogno delle compagnie integrate, cioè composte da persone con disabilità, che salgono sul palco dell’Asioli a Correggio è più ambizioso. Danza, canto e teatro sono i linguaggi attraverso cui esprimono desideri più grandi della propria affermazione personale: visioni che parlano di felicità, pace e libertà. E lo fanno mettendo in gioco il corpo, trovando una voce propria e una musica autonoma. Il Festival delle Abilità Differenti ancora una volta non delude le attese: qui al centro del palco non ci sono i bisogni ma i desideri degli artisti con disabilità, tra cui tanti giovani, che dichiarano semplicemente il diritto a sognare in grande. In concorso all’Open Festival tre proposte in tre diversi ambiti. La danza di Diversamente in danza con la performance “Da qui in poi” racconta i desideri di un’età in piena trasformazione, quella dell’adolescenza. Il progetto In dance, realizzato dalla coreografa Giorgia Panetto, affronta il tema di come diventare persona tra la tensione che rallenta e la gioia di dispiegare le ali. La musica e le parole della cantautrice esordiente Julia Vigliarolo ispirate al significa virgiliano di amenità: ricreare con l’arte musicale un luogo dove ritrovare il senso della pace per tutto il mondo. Il teatro della pièce “39 +1” della Comunità di Capodarco dell’Umbria che restituisce la voce a una delle vittime dell’eccidio perpetrato dai nazisti il 20 giugno 1944 a Gubbio. Guido Profili scappato dall’ospedale psichiatrico di Perugia, dopo un viaggio di tre giorni, i suoi unici giorni di libertà, arriva a Gubbio ancora occupata e verrà inserito nella lista dei civili che saranno uccisi. Il racconto della sua vita, l’internamento e il rifiuto, da parte del padre che non risponderà mai alle sue lettere, rivive sul palco e ci restituisce la sua voce. Dei civili vittime di rappresaglia sappiamo poco, ne parlano i sopravvissuti quando ci sono, oppure sono ricordati in modo generico come anziani, donne, bambini. Guido invece, grazie alle sue lettere, parla a noi con la sua propria voce e ci racconta una vita di violenza e incomprensione e un desiderio insopprimibile di libertà. Di fronte a proposte tanto diverse e tutte di valore, il compito della giuria non è stato facile e ha premiato il progetto di Diversamente in danza. 

La serata, ottimamente condotta da Laura Miuccia Padovani ed Enrico Gualdi di Radio Bruno, ha offerto molti spunti interessanti sia tra i gruppi emergenti, come Afternoon che ha aperto l’evento con una esibizione rock che ha chiarito che quest’anno l’Open Festival vuole fare rumore perché i sogni non vogliono restare in silenzio, sia tra le conferme come le compagnie di danza Leto e BeUp. Leto con “Ostacoli” ha presentato un progetto più maturo rispetto all’esordio della scorsa edizione portando in scena 15 ballerini e scommettendo su una coreografia complessa e suggestiva, il cui filo conduttore sono state le architetture del corpo nella relazione. BeUp con “Limiti” dimostra ancora una volta di essere una vera eccellenza nel panorama delle compagnie integrate: è davvero notevole la capacità di diventare un corpo solo; ballerini con disabilità e performer professionisti senza disabilità compiono sul palco il miracolo impossibile dell’unità tra i diversi, armonia resa possibile senza dubbio anche dal lavoro e dalla qualità umana di Rossana Molinaro e Marina Mazzi, da due anni anche alla guida della compagnia Leto. Grazie al loro lavoro le coreografie diventano strumenti narrativi potenti, danzatori e pubblico hanno la possibilità di fare un’esperienza autenticamente umana oltre che artistica. Con l’intensa esibizione di BeUp l’Open Festival saluta e dà appuntamento al prossimo anno.

Il teatro ha accolto con grande entusiasmo le esibizioni e non sono mancati i riconoscimenti per la serata, l’onorevole Ilenia Malavasi tra gli spettatori ha dichiarato “Di fronte a esibizioni tanto belle ed emozionanti voglio innanzitutto ringraziare le cooperative per il lavoro che fanno. Ospitare questo evento è motivo di grande orgoglio per la nostra comunità e lo è ancor di più avere vissuto insieme questa uguaglianza e bellezza di diritti. Ringrazio tutti gli artisti perché ci hanno resi felici.” Anche il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Mario Arturo Ascari, ha aggiunto “E’ stata una serata molto emozionante, abbiamo visto sul palco molta passione e molta energia. Ringrazio per questo gli interpreti, i loro educatori e la Cooperativa Nazareno.”

 

ROSSANA MOLINARO

Coreografa, regista e coach in espressione corporea con esperienza trentennale, Rossana Molinaro realizza spettacoli di teatro-danza in Italia e in Francia, collaborando con artisti del panorama internazionale. Educatrice in ambito riabilitativo, coordina laboratori per adulti con disabilità intellettivo-motoria e si occupa da anni di formazione nelle scuole e per docenti. Dal 2005 collabora con il Teatro dell’Ortica di Genova come esperta di Pedagogia del corpo all’interno del Master di Pedagogia Teatrale. Collabora anche con la compagnia di danza sviluppatasi all’interno dei laboratori di Manolibera a Carpi. All’Open Festival 2026 firma la direzione artistica delle compagnie Leto e BeUp.

 

Il Festival Internazionale delle Abilità Differenti

Il Festival Internazionale delle Abilità Differenti nasce nel 1999 per condividere con un pubblico sempre più ampio le consapevolezze maturate negli anni di lavoro artistico con ragazzi con disabilità accolti nei laboratori della cooperativa Nazareno: ogni uomo porta con sé un valore inestimabile e l’esperienza del limite non preclude a nessuno la possibilità di scoprire e di dimostrare la sua grandezza. Anzi è proprio attraversando le contingenze più anguste e le condizioni più difficili che spesso l’essere umano scopre in sé un’indomabile spinta che lo porta a superarsi e a cercare una strada di ‘redenzione’ nella propria condizione, diventando sempre di più spettacolo di un’umanità che fa la differenza nella differenza.

Prima con la pittura, poi con il teatro, la danza e la musica, l’esperienza del Festival è cresciuta sempre di più e in quasi trent’anni ha proposto spettacoli, concerti, convegni, mostre, seminari, film, libri, workshop, tante testimonianze e storie di vita di giovani artisti, italiani e stranieri, con disabilità, che hanno toccato il cuore di migliaia di spettatori. Molte le produzioni importanti con partnership prestigiose tra cui ben 9 mostre di Irregular Art realizzate tra il 2007 e 2025 a Carpi, Bologna, Milano, Torino, Lucca, Savona, Reggio Emilia, Torun e Bydoszcz (Polonia), Pregarten (Austria), Montecarlo, Monaco di Baviera, Londra.

Tra i tanti i testimonial, ospiti e amici del FIAD: Stefano Belisario (in arte Elio), Angelo Branduardi, Milva, Paola Cortellesi, Riccardo Milani, Daniele Mencarelli, Mogol, Tommaso e Gianluca Nicoletti, Giacomo Campiotti, Giuliana De Sio, Frida Bollani Magoni, Mago Casanova, Maria Teresa Ruta, Paolo Cevoli, Claudia Penoni, Fondazione Luciano Pavarotti e il Museo Ferrari.

 

Profilo della Cooperativa Sociale Nazareno

La Cooperativa Sociale Nazareno nasce a Carpi nel 1990, ispirandosi all’opera di don Ivo Silingardi, con l’obiettivo di promuovere l’integrazione delle persone con disabilità nella società. Nel corso degli anni promuove strutture di accoglienza, centri residenziali e diurni, comunità educative integrate, laboratori socio-occupazionali artistici e artigianali. Un mondo di grande creatività che oltre al centro di formazione professionale alberghiero, CFP Nazareno, ai negozi del Banco artigiano delle arti e dei mestieri conta esperienze come l’orchestra integrata permanente Scià Scià, la compagnia teatrale Manolibera, la compagnia di danza e il laboratorio di pittura, dalle cui attività è nato il Festival Internazionali delle Abilità Differenti giunto alla 28ma edizione, e più di recente, a completamento del CFP Nazareno, il Bistrò 53, esempio di ristorazione inclusiva, e la cooperativa agricola Buccia con produzione e vendita di prodotti da agricoltura biodinamica. A Bologna presso Casa Mantovani RSR ha sede la Fondazione don Ivo Silingardi. La Cooperativa Sociale Nazareno è presente a Carpi, Mirandola, Castelfranco Emilia, Pavullo, Maranello, Modena e Bologna.

 

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