CENTO (FE) – Nota di Silvano Tagliavini de Coordinamento cispadano NO autostrada – SI’ strada a scorrimento veloce, sul convegno di Confartigianato svoltosi a Cento.

Se non fosse che viene riportata la data degli articoli apparsi su alcune testate giornalistiche locali in cui si fa il resoconto della serata tenutasi il 28 aprile 2026 a cento di Ferrara, si direbbe che siamo ad almeno una dozzina di anni fa. Le dichiarazioni riportate fanno pensare ad una sorta di “bolla temporale” in cui vivono coloro che le fanno. Sorprende, ma non tanto, che vengano usate “frasi fatte” per parlare di Cispadana.

Senza mai portare elementi oggettivi a sostegno delle tesi sostenute e, soprattutto, senza mai fare cenno a cosa nel frattempo, una dozzina di anni almeno, è cambiato nel mondo trasportistico dal livello locale a quello europeo passando per quello nazionale. A onor del vero già nel 2002, con gli indirizzi espressi a livello europeo, era facilmente comprensibile che il sistema trasportistico avrebbe subito un radicale
cambiamento e che quindi sostenere ancora la realizzazione di nuove autostrade, o allargamento di quelle esistenti, per sostenere la domanda di trasporto, in particolare merci, sarebbe stato “fuori mercato”.

I dati di fatto sono tanti. Alcuni in particolare che interessano, da lontano ma anche da vicino, i nostri territori: la realizzazione del secondo tunnel ferroviario del Brennero che porterà di fatto alla eliminazione progressiva del trasporto su gomma. Il raddoppio della linea ferroviaria esistente tra il Brennero e Verona. L’aumento del pescaggio nel porto di Ravenna per potere entrare con navi di maggiore stazza. La predisposizione di binari ferroviari sulla banchina del porto per permettere il passaggio diretto delle merci da nave a treno e viceversa. E più vicino a Cento, il nuovo assetto che verrà dato al nodo di Bondeno con l’ampliamento del sito ferroviario, il posizionamento di una piattaforma intermodale e una postazione di manutenzione ferroviaria di Hitachi Rail.

Da questo ne deriva anche la necessità di una valutazione sul raddoppio della linea ferroviaria Poggio Rusco-Ferrara-Ravenna vista anche la realizzazione del passante di Ferrara. In questo contesto complessivo parlare ancora di Cispadana in forma autostradale è, a voler usare un eufemismo, alquanto “bizzarro” (non parliamo poi dei costi di realizzo arrivati a 2 miliardi di cui una parte a carico regionale, di un PEF che proprio per questo non vede la luce da quasi 10 anni, del tre volte maggiore consumo di suolo rispetto alla soluzione a scorrimento veloce e della situazione della concessione A22 da
cui deriva tutto questo stallo).

A fronte di questo quadro ci sarà la necessità di avere una infrastruttura “leggera e flessibile” che dreni il traffico locale e lo porti a confluire, nel caso di merci da e per le medie e lunghe distanze, nei “nodi” intermodali presenti e futuri (questo vale anche per i trasporti passeggeri alla luce dell’accordo Regione- Ferrovie Austriache e Tedesche per portare i turisti sulla costa romagnola “senza intasare le autostrade” – dichiarazione di Bonaccini). Di fatto la necessità di inserire nel futuro PRIT la realizzazione dei tratti mancanti della Cispadana a scorrimento veloce. A questo punto rimane solo un interrogativo: gli esponenti politici e i rappresentanti di categoria che si sono espressi a Cento ancora una volta a favore della soluzione autostradale, è consapevole dell’evolversi del comparto trasporti o vive ancora in quella “bolla temporale“ da cui, evidentemente, non riesce ad uscire?

Cispadana

 

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