Amministrative Medolla
Non i partigiani, non gli americani o gli antifascisti, ma l’esercito: a Mirandola si celebra la Liberazione in divisa
Mirandola, domenica 3 maggio. In Piazza Costituente si celebra il ruolo delle Forze Armate italiane nella guerra di Liberazione. Non i partigiani, non gli americani, non i movimenti antifascisti che scelsero di combattere il regime: l’esercito regolare, la stessa istituzione che fino all’8 settembre 1943 marciava agli ordini del governo fascista. Il giorno prima, a poche centinaia di metri, si intitolava un piazzale a Sergio Ramelli. Un fine settimana che a Mirandola ai più attenti difficilmente passerà inosservato.
Il secondo Raduno Interregionale dell’Associazione Nazionale del Fante ha seguito un programma sobrio e ben organizzato. Alle dieci il rito dell’alzabandiera ha aperto la cerimonia, seguito dagli interventi delle autorità. Presenti la sindaca Letizia Budri e l’assessore Marco Donnarumma, che hanno portato il saluto dell’amministrazione comunale, insieme ai rappresentanti dell’Accademia Militare di Modena, la cui presenza ha aggiunto ulteriore peso istituzionale all’appuntamento.
Il corteo si è poi spostato alla Chiesa di San Francesco per la deposizione dei fiori, nel ricordo dei caduti. La mattinata si è conclusa con l’inaugurazione della mostra “Uomini in guerra – Le Forze Armate nella guerra di Liberazione 1943-1945”, allestita presso il Polo Culturale Il Pico. Un percorso espositivo che racconta il contributo dell’esercito regolare italiano nella fase finale del conflitto, dal settembre 1943 alla primavera del 1945.
Chi era in piazza domenica mattina non poteva non pensare a quanto accaduto il giorno prima, a poche centinaia di metri. Sabato 2 maggio si era svolta la cerimonia di intitolazione del piazzale delle piscine a Sergio Ramelli, promossa da Fratelli d’Italia e animata da una folta delegazione del centrodestra nazionale. La sindaca Budri non era presente. Ventiquattr’ore dopo era in Piazza Costituente, sotto il tricolore, per celebrare la Resistenza — o almeno, una certa versione di essa.
C’è infatti una precisazione che la storia impone. La memoria omaggiata domenica non era quella dei partigiani e dei movimenti antifascisti: era quella delle Forze Armate istituzionali, che fino all’armistizio dell’8 settembre 1943 erano l’esercito del regime. Ramelli il sabato, l’esercito del re nella Liberazione la domenica: per chi conosce la storia, il filo che unisce i due eventi è meno sottile di quanto sembri.
La mostra al Polo Culturale Il Pico resterà visitabile nei prossimi giorni.









































