Amministrative Medolla
Processo discarica di Finale Emilia, l’Osservatorio: “Non si può sempre rinviare, è inaccettabile per i cittadini”
FINALE EMILIA – Nota stampa dell’Osservatorio civico “Ora tocca a noi” in merito all’ennesimo rinvio inerente al processo sulla discarica di Finale Emilia:
“Stamattina Maurizio Poletti, portavoce dell’Osservatorio civico Ora Tocca a noi, si è appellato al Giudice dott.ssa Pianezzi.. “Non si può sempre rinviare, è inaccettabile per i cittadini, signor Giudice..” Sgorga cosi, spontaneo dal cuore, lo sfogo di chi da anni conduce una lotta senza risparmiarsi mai… In aula, presso il Tribunale di Modena durante l’udienza preliminare del procedimento giudiziario relativo alla discarica di Finale Emilia, udite le parole del Giudice che preannunciava una richiesta di rinvio da parte dell’avv. Riccio del Foro di Reggio Emilia, Maurizio Poletti si è rivolto direttamente al giudice…Amaro, senza riserve, si è lasciato sfuggire un appello chiedendo “Giustizia” di fronte all’ennesimo tentativo di prendere e perdere tempo da parte della difesa: <<..Non si può continuare con questi rinvii!!..>>. Dopo i continui errori di notifica, ai quali abbiamo assistito, e che hanno determinato tutta una serie di rinvii, i cittadini non comprendono come dei funzionari statali possano impunemente collezionare tutta una serie di errori senza conseguenze, visto che per gli altri lavoratori non è così…..Precisiamo che anche questa richiesta è arrivata dal nulla e che non era stata resa nota alle parti e al Pm, ma incredibilmente è stata accolta, nonostante l’opposizione del Pubblico Ministero, che puntualizza che sarà “un’argomentazione in apparenza suggestiva” in riferimento alla sentenza del Tribunale del riesame, ma non “pregiudicante ….. con ragioni non afferenti al fumus..”
Siamo cittadini, ma abbiamo compreso pienamente le parole del Pm Niccolini. Passando sopra al provvedimento di un Procuratore Capo, il Tribunale del riesame ha ribaltato un provvedimento giusto e coraggioso del Tribunale di Modena. Un provvedimento, quello del tribunale di Modena, che ha fatto battere il cuore dei cittadini finalesi e dei territori limitrofi, perchè aveva riacceso di speranza l’animo di chi ancora vuole credere nella giustizia. In questo Paese martoriato per interessi privati il conto devono pagarlo i cittadini e quindi ” il ribaltone” è inaccettabile ed ha il retrogusto amaro dell’ingiustizia …. A Finale Emilia la giustizia tarda ad arrivare, perchè tanti anni fa la politica fu inerte ed accondiscendente… Da anni questa popolazione subisce un inquinamento acclamato e acclarato in tutti i documenti del gestore e di Arpae. Che dire su ciò che abbiamo vissuto oggi… Si ha l’impressione di essere stati spettatori del teatro dell’assurdo; in scena un rinvio motivato sulla base dell’attesa di un documento che, secondo le speranze degli avvocati della difesa, potrebbe alleggerire le responsabilità degli imputati per mancata bonifica, delitto ambientale ed inquinamento perpetrato. Siamo rimasti senza parole ….quasi. E’ stato allora che dal fondo si è levata la voce di Maurizio Poletti, “signor Giudice, basta rinvii, ma giustizia per i cittadini” .. In quel preciso momento alcune teste si sono abbassate, ad alcuni sono comparse lacrime di rabbia negli occhi…le bocche dei Finalesi avevano una piega amara, curvate verso il basso… Il Giudice non ha mai incrociato il nostro sguardo, e allora l’umiliazione è cocente, l’amarezza si vive nel corpo e nell’anima e non si può raccontare a chi non ha il nostro stesso sentire.. Questo è quello che abbiamo compreso…e a nulla sono valse le repliche del Pm, che parla di ” Fumus”, l’appoggio delle costituzioni parte civili, i richiami accorati della gente. La difesa ha parlato di “rinvio sensato”, ma per noi quello che sta succedendo nelle aule del Tribunale di Modena, un senso non ce l’ha. Oggi ci sentiamo di dire che abbiamo assistito alla stesura di una pagina triste di questa vicenda. Ci sta per dei cittadini normali aver perso la pazienza, ma non la speranza: l’inquinamento c’è e anche le responsabilità di chi poteva fermarlo e non l’ha fatto, perché invece dei cittadini serve le utility e le lobby dei magnati dei rifiuti. Anche oggi presenti in aula, come sempre”.






































