Chi acquista al supermercato un prodotto etichettato come “italiano” spesso non sa che in quel prodotto non c’è nulla di italiano. E a rimetterci sono i nostri coltivatori locali. È uno dei molti temi emersi all’incontro che si è tenuto venerdì sera presso la biblioteca di Cavezzo e che ha radunato una trentina di agricoltori del Comitato regionale Agrifuturo di Modena e Reggio. I quali hanno parlato con il Sindaco Stefano Venturini dei problemi che li tartassano da anni. E che rischiano di ricadere sulle teste di noi consumatori. Tra questi, la concreta possibilità che la concorrenza sleale, da tempo un flagello per le aziende agricole, peggiori dopo l’approvazione del trattato Ue-Mercosur.

Modena contro Mercosur, il confronto che spaventa gli allevatori

Il trattato prevede l’abbattimento dei dazi sui prodotti destinati all’agricoltura e questo, in estrema sintesi, faciliterebbe le aperture commerciali tra Europa e America del Sud. In teoria un accordo che porta benefici a tutti. In pratica però rischia di portare alla concorrenza sleale. Gli stati dell’America del Sud hanno leggi molto meno stringenti, per esempio, sull’uso di antibiotici o di altre sostanze chimiche usate nel settore. Quindi, per argentini e brasiliani i costi di produzione sono molto più bassi rispetto a quelli sostenuti da contadini e allevatori nostrani, che rispettano le rigide norme europee per mantenere alta la qualità dei prodotti. Costi di produzione più bassi, uguale prezzi più convenienti. E i consumatori italiani quali prodotti acquisteranno? Quelli prodotti nella nostra comunità, rispettosi della salute, ma più costosi? O quelli provenienti dall’estero, di qualità inferiore, ma dai prezzi più accessibili? Inutile dire che se la risposta è la seconda, le nostre aziende perderanno montagne di soldi.

Ma questo è solo uno dei tanti temi emersi a Cavezzo. Si è parlato anche del sistema delle cooperative agricole, che secondo contadini e allevatori presenti alla serata in “Biblio”, non mette più al centro i soci, cioè le piccole aziende. Per questo il sistema è tutto da rivedere. Per loro i consigli d’amministrazione in molti casi sarebbero manovrati da persone che non conoscono bene le difficoltà che le piccole aziende devono affrontare ogni giorno. Per anni il sistema cooperativistico ha aiutato i soci, ma oggi il socio deve essere rimesso al centro.

Lettera aperta su Mercosur: il prezzo giusto non è un numero a Bruxelles

Qualche altro esempio? Il latte. Non quello per produrre formaggi e derivati, ma quello che finisce in bottiglia sulle nostre tavole. Secondo gli allevatori che si sono rivolti al Sindaco, se sei molto bravo oggi riesci a vendere un litro a circa 47 centesimi. Un normale allevatore del nostro territorio, oggi, vende un litro di latte per 22 centesimi. E a volte deve discutere con il cliente per un centesimo. Siamo arrivati a questo punto. Se 30 anni fa i produttori versavano il latte per le strade, oggi non possono più permettersi nemmeno quella forma di protesta.

“Il Governo e le Regioni devono ascoltarci – hanno detto i membri di Agrifuturo nel consegnare al Sindaco Venturini lo stato di crisi – Chiediamo che si impegnino a organizzare un tavolo per risolvere i problemi del settore, che vadano dalla coltivazione alla viticoltura alla produzione di latte e carni. L’agricoltura dovrebbe essere un settore strategico per l’Italia, in realtà sembra essere un po’ svenduto”.