Ha avuto il sapore di una spedizione punitiva, il “chiarimento” organizzato sotto l’abitazione del marito dell’amante: sei persone, alcune incappucciate, armate di coltello e di un bastone simile a un mattarello. Prima i colpi violenti alla porta, poi l’ingresso forzato e infine l’aggressione all’interno dell’appartamento. Lo riferisce la stampa locale.

L’episodio più grave risalirebbe all’8 agosto 2025. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’imputato – insieme ad altre cinque persone, quattro delle quali con addosso un passamontagna – si sarebbe presentato in tarda serata sotto casa della coppia. Dopo aver sfondato la porta d’ingresso, il gruppo avrebbe fatto irruzione nell’abitazione. All’interno sarebbe scattata la violenza: il marito colpito ripetutamente al volto, al corpo e agli arti con pugni e con un bastone di legno, mentre uno degli aggressori brandiva un coltello. Le ferite riportate sono state giudicate guaribili in venti giorni, con lesioni anche all’addome e a una mano.

Il caso è al centro di un processo in corso davanti al tribunale di Modena. Un uomo, difeso dall’avvocata Valentina Mazzacurati, è imputato per stalking, lesioni, violazione di domicilio e porto di oggetti atti ad offendere. La vicenda, secondo quanto contestato, si sviluppa nell’estate del 2025 e ruota attorno alla relazione con una donna sposata. In aula è emerso che tra i due vi fosse un legame sentimentale, mentre l’imputazione descrive una escalation di comportamenti persecutori dopo il rifiuto della donna di lasciare il marito.

Telefonate continue – anche fino a trenta al giorno – appostamenti sotto casa e minacce dirette: «Abbiamo fatto la festa a tuo marito», «Se non lo lasci ci penso io con la mia famiglia», «Stai tranquilla che non è finita». E ancora, urlato sotto l’abitazione: «Scendi che ti mando all’ospedale», «Ti mando in ospedale come ho mandato tuo marito».

In aula, il marito ha ricostruito quei momenti parlando di sei persone, quattro incappucciate e due a volto scoperto. Tra questi, secondo la sua testimonianza, ci sarebbe stato anche l’imputato.

Il processo continua.