Il prezzo del cacao è sceso del 75% dal picco storico di gennaio 2025. Eppure, al supermercato, il cioccolato è aumentato.

Quali sono le motivazioni? Speculazione, ma non solo.

Negli ultimi due anni, abbiamo assistito a un fenomeno apparentemente inspiegabile. Nel gennaio 2025, il prezzo del cacao ha toccato il suo massimo storico: 12.896 dollari a tonnellata. Oggi, poco più di un anno dopo, è sceso a 3.165 dollari. Una discesa del 75%. Eppure, al supermercato, il cioccolato non solo non è diminuito di prezzo, anzi è aumentato in media del 20%.

Dietro a questo rincaro, ci sono cause fisiche e la speculazione.

L’80% del cacao mondiale viene dall’Africa occidentale, con Costa d’Avorio e Ghana che da soli coprono oltre il 60% dell’offerta. Negli ultimi anni, questi paesi hanno affrontato problemi climatici, malattie delle piante e crisi economica locale che ha portato i coltivatori, pagati troppo poco per anni, ad abbandonare le piantagioni.

Il risultato? L’offerta mondiale è crollata in un momento in cui la domanda, soprattutto dai paesi emergenti, continuava a crescere. Questo squilibrio è il motore del rincaro.

Dietro al rincaro del cacao, però, c’è anche la speculazione 

Infatti, quando il prezzo del cacao è schizzato a 12.896 dollari, le aziende del settore hanno aumentato i prezzi al pubblico per proteggere i margini.

Ma quando la materia prima è scesa del 75%, quei rincari sono rimasti. In alcuni casi sono addirittura aumentati.

 

 

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