Amministrative Medolla
Crisi Cantina Carpi e Sorbara, il sindaco Righi: “Serve responsabilità per salvare il Lambrusco”
La crisi della Cantina sociale di Carpi e Sorbara, emersa nei giorni scorsi come uno dei segnali più evidenti delle difficoltà del comparto, richiama “tutti a un grande senso di responsabilità”. È questo il messaggio lanciato dal sindaco di Carpi, Riccardo Righi, che interviene dopo l’allarme sulla situazione della storica realtà del territorio.
Il primo cittadino allarga subito lo sguardo oltre il singolo caso: “Non siamo di fronte solo alla difficoltà di una realtà produttiva, ma a una fase complessa che riguarda l’intera filiera del Lambrusco”. Un settore che, sottolinea, “negli anni ha costruito lavoro, forgiato un territorio e una comunità”, ma che oggi si trova a fare i conti con una congiuntura particolarmente difficile.
Tra le cause, il sindaco evidenzia l’impatto dell’inflazione, l’instabilità dei mercati internazionali e l’assenza di una denominazione geografica protetta, fattori che stanno comprimendo sempre più i margini di agricoltori e cantine.
Negli ultimi mesi, spiega, è stato avviato un percorso di confronto con le realtà locali per analizzare le criticità e individuare possibili soluzioni. “La direzione è chiara: rafforzare la filiera, sostenere le realtà in difficoltà e costruire una strategia condivisa che metta insieme tutti gli attori coinvolti”.
Ora però serve uno sforzo ulteriore. “Di fronte a una sfida di questa portata, è necessario che tutti facciano la propria parte, mettendo al centro l’interesse del territorio e delle persone”, rimarca il sindaco.
Un passaggio che assume anche un valore simbolico e identitario: “Difendere il Lambrusco significa difendere la nostra agricoltura e una parte importante della nostra identità”.
Parole che arrivano in un momento delicato e che rilanciano la necessità di un’azione corale per salvaguardare uno dei prodotti più rappresentativi del territorio modenese.
Le parole del sindaco di Carpi
La situazione della Cantina sociale di Carpi e Sorbara richiama tutti a un grande senso di responsabilità.
Non siamo di fronte solo alla difficoltà di una realtà produttiva, ma a una fase complessa che riguarda l’intera filiera del Lambrusco. Un settore che negli anni ha costruito lavoro, forgiato un territorio e una comunità, e che oggi paga gli effetti di una congiuntura difficile tra inflazione, instabilità dei mercati internazionali, mancanza di una denominazione geografica protetta con conseguenti margini sempre più ridotti per agricoltori e cantine.
Nell’ultimo anno, ho voluto fare un percorso di confronto con le realtà del territorio, per comprendere le criticità ed elaborare prospettive concrete di rilancio.
La direzione è chiara: rafforzare la filiera, sostenere le realtà in difficoltà e costruire una strategia condivisa che metta insieme tutti gli attori coinvolti.Ma oggi più che mai è fondamentale fare un passo in più. Di fronte a una sfida di questa portata, è necessario che tutti facciano la propria parte, mettendo al centro l’interesse del territorio e delle persone.
Difendere il Lambrusco significa difendere la nostra agricoltura e una parte importante della nostra identità.






































