CONCORDIA – Verrà sottoposto a perizia psichiatrica il 63enne accusato di violenza sessuale sulla zia di 90 anni. 

A riportare la notizia è la Gazzetta di Modena. 

La vicenda era accaduta a gennaio 2024 nell’abitazione in cui la donna viveva sola.

Il nipote 63enne arrivato a casa della donna, che pur avendo problemi di cognizione legati all’Alzheimer era ancora autonoma, approfittando del rapporto di fiducia, avrebbe usato violenza sull’anziana. Gli episodi contestati sono diversi: prima alcuni baci, poi un giorno avrebbe avuto un rapporto orale con la donna.

La figlia si è resa conto di tutto dalle immagini di videosorveglianza, che aveva prontamente consegnato alle forze dell’ordine, facendo scattare la denuncia d’ufficio per violenza sessuale.

La Procura aveva aperto un fascicolo, ed era scattato il Codice rosso.

Da subito era nato il sospetto che l’uomo, per aver compiuto un atto del genere, non fosse nel pieno possesso delle sue facoltà mentali.

La stessa anziana probabilmente non poteva considerarsi capace di intendere al momento dell’atto, a causa della malattia che poi ha avuto una progressione tale da renderla bisognosa di assistenza.

Il nipote, da quanto emerso dalle testimonianze dei famigliari, è affetto da problematiche mentali dalla nascita, però mai segnalate. 

Nella mattinata di venerdì 20 marzo, l’avvocato del 63enne ha chiesto per lui il rito abbreviato, condizionato a una perizia psichiatrica che accerti la sua capacità d’intendere e volere al momento del fatto. La figlia dell’anziana, che si è costituita parte civile si è opposta, sostenendo che dalla nascita non c’è alcuna certificazione che attesti problematiche mentali sull’uomo.

Il giudice però ha ammesso la perizia psichiatrica che verrà affidata l’8 aprile. 

 

Foto di repertorio.

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