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Attentato di Modena, El Koudri rischia fino a 15 anni. Oggi l’udienza di convalida del fermo
MODENA – Nel migliore dei casi, se nessuno dei feriti più gravi dovesse perdere la vita, rischia una pena minima di 15 anni di carcere. Se invece una delle vittime dovesse morire, per Salim El Koudri potrebbe aprirsi lo scenario dell’ergastolo. È pesantissimo il quadro accusatorio nei confronti del 31enne di origini marocchine – nato in provincia di Bergamo e residente a Ravarino dall’età di sei anni – che sabato pomeriggio ha seminato il panico nel cuore di Modena, lanciandosi a folle velocità con la sua Citroen C3 contro la folla in via Emilia centro.
Oggi pomeriggio davanti al gip Donatella PianezzI è prevista l’udienza di convalida del fermo disposto dalla Procura di Modena con le accuse di strage e lesioni aggravate dall’uso di arma. Nell’attacco sono state travolte 14 persone: otto sono rimaste ferite, quattro in modo gravissimo. Solo una di loro, al momento, non sarebbe più in immediato pericolo di vita.
Nel frattempo si sta definendo un nuovo avvocato d’ufficio per El Koudri dopo la rinunciai chi aveva inizialmente assunto la difesa del 31enne.
La Procura, con il procuratore capo Luca Masini e la pm Monica Bombana, contesta a El Koudri il reato di strage, ritenendo evidente “la precisa volontà di porre in pericolo l’incolumità pubblica” in un contesto di massima affluenza nel centro cittadino. Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe colpito in maniera indiscriminata e deliberata i passanti presenti lungo la via.
Le indagini, però, al momento non sembrano confermare la pista terroristica. Dagli accertamenti effettuati su telefono e computer del 31enne non sarebbero emersi collegamenti con ambienti jihadisti o fenomeni di radicalizzazione islamica. Gli investigatori ritengono sempre più probabile l’ipotesi di un gesto isolato maturato in un quadro di forte disagio psichico: El Koudri era stato preso in carico dal Centro di salute mentale nel 2022 per disturbi schizoidI.
Sabato sera il 31enne, interrogato in questura dal pubblico ministero, si è avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a dichiarare: “Sono confuso, quindi in questo momento non parlo”. Non è escluso che anche oggi possa scegliere la stessa linea difensiva durante l’interrogatorio di garanzia.
Gli investigatori stanno inoltre valutando la richiesta di una perizia psichiatrica per accertare la capacità dell’uomo di sostenere il procedimento giudiziario. Tuttavia, diversi elementi raccolti nelle indagini farebbero pensare a una forte lucidità nell’azione: il fatto che avesse con sé un coltello da cucina con lama di 20 centimetri e le modalità con cui avrebbe indirizzato deliberatamente l’auto contro i pedoni vengono considerati segnali di una possibile premeditazione.
Nel sabato di terrore, dopo essersi schiantato contro la folla, El Koudri era stato inseguito prima da Luca Signorelli e poi da altre quattro persone che, dopo una violentissima colluttazione, erano riuscite a bloccarlo fino all’arrivo della polizia. Durante quei momenti il 31enne aveva anche estratto un coltello tentando di colpire Signorelli con due fendenti che, fortunatamente, non sono andati a segno.
Intanto la città continua a stringersi attorno alle vittime. Ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno fatto visita ai feriti ricoverati negli ospedali di Baggiovara e del Maggiore di Bologna, testimoniando solidarietà e vicinanza alle famiglie colpite dalla tragedia. Oggi è atteso anche il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani.
Sempre ieri sera, circa cinquemila persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata nel centro di Modena per esprimere sostegno ai feriti e condannare il terribile attentato che ha sconvolto la città.
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