Amministrative Mirandola
Bassa modenese, dal centrosinistra lettera alla Regione per chiedere un nuovo asse ferroviario
MIRANDOLA – Una mobilità pubblica integrata, sostenibile e competitiva per rompere lo storico isolamento della Bassa Modenese e connettere il territorio, anche su ferro, alle grandi direttrici economiche e passeggeri regionali, nazionali ed europei, all’altezza di un territorio che esprime il terzo polo biomedicale al mondo. Con questo obiettivo, in occasione della sua presenza alla Festa del PD di Mirandola, è stata consegnata nelle mani del vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, una lettera formale indirizzata ai vertici di viale Aldo Moro: al presidente Michele De Pascale, all’assessora alla Mobilità Irene Priolo e al vicepresidente stesso come assessore allo Sviluppo Economico. Il documento, firmato da Paolo Negro (capogruppo Liste Civiche – PD Bassa Modenese nell’Unione dei Comuni), Mattia Veronesi (capogruppo M5S e presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni) e Lorenzo Calzolari (consigliere provinciale AVS), muove dall’approvazione di una mozione condivisa in seno al Consiglio dell’Unione Comuni della Bassa Modenese e in Consiglio provinciale.
La richiesta alla Regione è netta: dare concretezza agli impegni programmatici di inizio legislatura e attivare subito lo studio di fattibilità per la creazione di un Asse Ferroviario, in vista del prossimo aggiornamento del Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT). L’infrastruttura su ferro proposta punta a unire in modo rapido ed efficiente la Bassa Modenese e territori a nord della via Emilia che hanno lo stesso deficit di connessione verso direttrici est – ovest: poli chiave come Sassuolo, Modena, Reggio Emilia AV, Ferrara e Ravenna. Una rete pensata sia per abbattere l’inquinamento e migliorare la vita di migliaia di pendolari (studenti e lavoratori), sia per dare un supporto competitivo fondamentale alla Zona Logistica Semplificata (ZLS) della Bassa modenese.
“Il confronto con la Regione era già aperto nella scorsa legislatura sul PRIT oggi vigente che già prevede un asse ferroviario verso Modena, ma non si è ancora giunti a una sintesi compiuta – dichiarano i primi firmatari Negro, Veronesi e Calzolari – Oggi la Bassa Modenese ha bisogno di risposte strutturali anche di mobilita su ferro che contribuiscano a superare storiche criticità di collegamento. Non possiamo limitarci alla sola connessione ferroviaria verso Bologna, pur importante: questo nuovo asse potenzierebbe la mobilità sostenibile di una macro area cispadana popolata e produttiva, portando benefici a tutto l’ecosistema emiliano-romagnolo. Confidiamo che la Regione dia rapidamente seguito a un impegno, l’affidamento dello Studio di Fattibilità, così come previsto nel proprio programma di mandato, E immaginabile, nell’Emilia-Romagna del futuro, una Bassa Modenese che esprime il terzo Polo Biomedicale al mondo e l’intera pianura, la macro area cispadana a nord della via Emilia, così deficitaria anche sul piano del mobilità sostenibile ed intermodale?”.
I firmatari hanno ribadito al vicepresidente Colla la piena disponibilità ad un confronto politico.






































