Fu tra i primi intellettuali a venire qui dopo il terremoto e aiutare la ricostruzione culturale. Oggi con la morte di Philippe Daverio se na va un amico di Mirandola.

Storico dell’arte, docente, saggista, politico e personaggio televisivo è deceduto il 2 settembre all’età di 71 anni.

Il ricordo a Mirandola

Philippe Daverio, ricorda l’ex assessore comunale Roberto Ganzerli, è stato “uomo di grande cultura, simpatia e umanità. Fu uno dei primi grandi personaggi a riempire la nostra piazza dopo il terremoto e io ricordo quell’evento con grande affetto perché ebbi l’onore di intervistarlo. Quella sera credo rimanga un ricordo piacevole per i tantissimi Mirandolesi presenti che volevano, dopo tanta sofferenza, respirare cultura con la C maiuscola e con Philippe l’hanno fatto a pieni polmoni”.

Il ricordo a Modena

“Amico di Modena e divulgatore prezioso per la sua capacità di far percepire aspetti anche sottili e sfumature dell’arte in rapporto con la storia e con la vita. Sempre con un linguaggio che si faceva capire bene, semplice, senza scadere mai nella banalità”. Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, insieme all’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, ricorda così, in un messaggio di cordoglio, la figura di Philippe Daverio, esperto d’arte, docente e saggista scomparso all’età di 70 anni.

“Il parlar chiaro, l’acutezza delle sue osservazioni e la naturale propensione alla convivialità – ricorda Muzzarelli – sono tra gli elementi che l’hanno fatto diventare amico di Modena, dove non mancava alle grandi manifestazioni in Fiera, come Modenantiquaria, e aveva rapporti stretti con istituzioni culturali e galleristi. In città è stato protagonista di tante iniziative, tra cui anche convegni e talk show nell’Estate ai Giardini, e in tutte queste occasioni ha offerto il suo sguardo originale e il taglio sempre particolare delle sue interpretazioni, non solo riguardo all’arte. Non a caso considerava Enzo Ferrari il più grande artista della città e non perdeva occasione, in ogni sua visita, di entrare in quello che lui considerava il più importante museo della città: il Duomo, un capolavoro d’arte e di civiltà”.