Amministrative San Felice sul Panaro
Attentato a Modena, FdI: “La Regione rifiuta la richiesta di audizione, occasione persa di approfondimento”
MODENA – “Di fronte a un attentato che ha sconvolto la comunità di Modena e sollevato enormi interrogativi sulla sicurezza pubblica, la risposta della Regione Emilia-Romagna è un muro di gomma. Non accogliere la richiesta di audizione delle istituzioni coinvolte per fare luce sulla catena di controllo e sulla presa in carico socio-assistenziale del soggetto coinvolto è un atteggiamento inaccettabile e irresponsabile e sicuramente finalizzato a non approfondire temi centrali quali la sanità ed integrazione”.
È quanto dichiarano i Consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Ferdinando Pulitanó, Annalisa Arletti e Marta Evangelisti. I consiglieri avevano formalmente richiesto un’udienza per audire congiuntamente il Sindaco di Ravarino, il Direttore Sanitario dell’AUSL di Modena, il Responsabile del Centro di Salute Mentale dell’Unione del Sorbara, l’Imam dell’Associazione Islamica di Ravarino e i rappresentanti dei servizi sociali. L’obiettivo era analizzare a livello generale le eventuali falle del sistema di monitoraggio dei soggetti fragili o potenzialmente pericolosi, nonché conoscere la situazione complessiva ambientale del Conune di Ravarino che in passato ha vissuto anche atti intimidatori legate alla nuova moschea.
“Non stiamo parlando di interferire con il lavoro della Magistratura, che farà il suo corso per accertare le responsabilità penali”, incalzano gli esponenti di FDI. “Parliamo del dovere politico e amministrativo di capire se i protocolli di comunicazione interistituzionale tra Comuni, AUSL e servizi territoriali abbiano funzionato. La Regione ha l’obbligo di farsi parte diligente, di monitorare la tenuta del proprio sistema socio-sanitario e di dare risposte trasparenti a una comunità che oggi ha paura”.
“La regione guidata da De Pascale che a caldo ha dichiarato che fosse necessario fare luce su questo evento, dà la triste impressione che si voglia prioritariamente tutelare il sistema politico regionale anziché la sicurezza dei cittadini. Se la maggioranza pensa di poter insabbiare il dibattito o congelarlo in attesa che cali il silenzio mediatico, si sbaglia di grosso. Non faremo un solo passo indietro: utilizzeremo subito tutti gli strumenti ispettivi a nostra disposizione per pretendere quella trasparenza che oggi la Regione ha deciso di negare”.
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