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Modena, Tajani: “Contro la paura servono unità e sicurezza”



Dalla necessità di tornare alla normalità senza lasciarsi sopraffare da paura e tensione, fino all’invito a unire le forze tra istituzioni, oltre le appartenenze politiche, per rafforzare sicurezza, prevenzione, salute mentale e attenzione alle fragilità, soprattutto quelle dei più giovani.
Sono questi i temi al centro dell’intervento dell’onorevole Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, intervenuto lunedì 18 maggio in Consiglio comunale a Modena, durante la seduta dedicata all’atto criminale avvenuto sabato 16 maggio nel centro storico.



Tajani ha parlato di un episodio che “ha scioccato tutto il mondo”, ma ha voluto soffermarsi anche sulla reazione della città e sui segnali positivi emersi in quelle ore drammatiche. “Ci sono state persone coraggiose che non si sono girate dall’altra parte”, ha dichiarato, ricordando i cittadini intervenuti insieme alle Forze dell’ordine per fermare l’aggressore.
Proprio rispetto a quei momenti, si starebbe valutando anche un riconoscimento ufficiale per i cittadini modenesi intervenuti durante l’emergenza. Secondo quanto si apprende, il Viminale starebbe svolgendo un’istruttoria per individuare le persone meritevoli di un riconoscimento per essere intervenute nell’immediatezza, contribuendo a bloccare Salim El Koudri e a prestare i primi soccorsi ai feriti.
Il vicepresidente del Consiglio ha quindi invitato a evitare divisioni e strumentalizzazioni politiche in una fase così delicata. “In questo momento non credo sia giusto dividersi”, ha affermato, ribadendo che l’obiettivo deve essere quello di consentire alla città di “riprendere la propria vita normalmente”, senza lasciare che paura e tensione compromettano la quotidianità dei cittadini. “La sicurezza dei cittadini è la prima delle libertà”, ha aggiunto, sottolineando che dalla tutela della sicurezza dipendono anche tutti gli altri diritti.
Nel suo intervento Tajani ha richiamato la necessità di continuare a rafforzare prevenzione e sicurezza, ricordando che “la sicurezza non è mai un dato acquisito” e che lo Stato deve interrogarsi costantemente su come migliorare la capacità di prevenire e contrastare anche gesti compiuti da persone segnate da gravi fragilità.
Ampio spazio è stato dedicato al ruolo della Polizia locale, definita “il primo presidio di sicurezza della comunità”. Tajani ha evidenziato la necessità di potenziare organici, formazione e strumenti operativi, sottolineando che il rafforzamento della sicurezza richiede una collaborazione continua tra istituzioni nazionali e locali, perché “nessuno può affrontare da solo sfide di questa portata”.
Un passaggio importante ha riguardato anche il tema dell’integrazione. Tajani ha affermato che l’Italia “ha bisogno di migranti regolari”, persone che arrivino nel Paese già formate e in grado di inserirsi rispettandone le regole. Allo stesso tempo, ha sottolineato che l’integrazione passa dal lavoro quotidiano delle città e delle comunità locali, affinché chi arriva possa sentirsi parte della società, con “gli stessi diritti e gli stessi doveri”.
Il vicepresidente ha poi affrontato il tema della salute mentale, definendolo “un fronte importante” ancora troppo sottovalutato nel dibattito pubblico. “Ci vergogniamo ancora a dire che andiamo dallo psicologo”, ha osservato, chiedendo un cambiamento culturale profondo. Secondo Tajani, le fragilità psicologiche devono essere affrontate precocemente, a partire dalla scuola, per evitare che situazioni di disagio possano aggravarsi nel tempo.
Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani e a quella che Tajani ha definito una “fragilità psicologica” sempre più evidente. Il vicepresidente ha invitato le istituzioni a non sottovalutare mai “i segnali della fragilità” e ha richiamato la necessità di vigilare affinché fenomeni di radicalizzazione o fondamentalismo non riescano a sfruttare persone vulnerabili inducendole a compiere gesti violenti.
Nella parte conclusiva del suo intervento, Tajani ha rivolto un messaggio diretto alla città di Modena, definita “una città laboriosa e generosa” che “ha diritto di ricominciare a vivere normalmente”. Ha ricordato anche la capacità dimostrata dal territorio dopo il terremoto del 2012, sottolineando la forza delle comunità e delle imprese modenesi nel reagire alle difficoltà: “Avete forza e determinazione”, ha detto rivolgendosi alla città e ai consiglieri comunali.
“La ripresa della vita è la miglior risposta per dare sicurezza ai cittadini”, ha concluso Tajani, ribadendo ancora una volta che in questa fase “non sono i colori politici che devono caratterizzarci”, ma la volontà comune di far andare avanti la società e far cessare “paure e violenze” attraverso un lavoro condiviso tra tutte le istituzioni, nazionali e locali.



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