REGGIO EMILIA – C’era anche una bandiera speciale, arrivata dalla Bassa modenese, ad accogliere oggi la principessa Kate durante la visita ufficiale a Reggio Emilia. A sventolarla era Gillian Walker, inglese “doc” trapiantata da anni in Emilia per amore, insegnante per decenni tra Mirandola e Carpi e oggi residente a Novi di Modena.

Una presenza discreta ma piena di significato, la sua. Perché quella bandiera non era un semplice vessillo britannico: era la bandiera del Giubileo di Diamante della regina Elisabetta II, conservata con cura dalla madre e riportata oggi in piazza come simbolo di un legame mai spezzato con la sua terra d’origine.

«Per noi della Bassa modenese il 2012 fu un annus horribilis – racconta Gillian Walker – perché fu l’anno del terremoto. Ma per gli inglesi fu invece un anno quasi magico: il Giubileo della Regina, le Olimpiadi di Londra, un momento di grande orgoglio nazionale. Sono due ricordi che dentro di me convivono ancora oggi».

Dall’Inghilterra alla Bassa modenese

Il suo accento tradisce immediatamente le origini britanniche, ma il modo di raccontare la Bassa modenese è ormai quello di chi qui ha costruito la propria vita.

Gillian Walker arrivò in Italia molti anni fa, seguendo l’amore, e finì per mettere radici proprio nella pianura emiliana. Per anni ha insegnato lingua inglese tra Mirandola e Carpi, accompagnando generazioni di studenti nello studio della lingua ma anche nella scoperta della cultura britannica.

«Quando arrivai qui – racconta – era tutto diverso. La Bassa aveva ritmi più lenti, ma anche un grande senso di comunità. È una cosa che mi ha colpita subito e che mi ha fatto sentire accolta».

Nel tempo Gillian è diventata un volto conosciuto tra scuole, iniziative culturali e incontri dedicati alla lingua inglese. Una vita divisa tra due identità: quella britannica, mai dimenticata, e quella emiliana, costruita giorno dopo giorno.

La visita di Kate e il richiamo della monarchia britannica

La visita della principessa Kate a Reggio Emilia ha inevitabilmente richiamato tanti cittadini inglesi residenti in Emilia-Romagna, ma anche molti curiosi e appassionati della famiglia reale.

Per Gillian Walker, però, essere presente oggi aveva un significato personale ancora più profondo.

«Ho portato la bandiera del Giubileo di Diamante di mia madre – spiega – perché rappresenta una parte importante della nostra storia familiare. In Inghilterra il rapporto con la monarchia è qualcosa di molto particolare: non è solo politica o istituzione, è memoria collettiva, è identità».

Il riferimento corre inevitabilmente al 2012, anno simbolico per il Regno Unito. In quei mesi il Paese celebrava i sessant’anni di regno della regina Elisabetta II con grandi feste popolari, cortei sul Tamigi, concerti e celebrazioni diffuse.

Nello stesso anno Londra ospitava le Olimpiadi estive, considerate da molti britannici uno dei momenti più alti dell’orgoglio nazionale contemporaneo.

«Per noi inglesi fu un anno di entusiasmo incredibile – racconta ancora Walker – sembrava che tutto il Paese fosse unito. Poi però io vivevo già qui e contemporaneamente vedevo la sofferenza della Bassa dopo il terremoto. È stato un contrasto fortissimo».

Il ricordo del terremoto nella Bassa

Quando Gillian parla del 2012, il pensiero torna inevitabilmente alle scosse che colpirono la pianura modenese.

«Ricordo la paura, le notti fuori casa, le scuole chiuse, le chiese lesionate. Per chi viveva qui fu davvero un trauma enorme».

Da insegnante, racconta di avere visto anche la forza di reazione del territorio.

«La scuola diventò un punto di riferimento fondamentale. Gli studenti avevano bisogno di normalità, di ritrovare relazioni e sicurezza. In quei momenti capisci davvero quanto sia importante una comunità».

Proprio questo doppio sguardo – britannico ed emiliano – rende il suo racconto particolare.

Da una parte l’immagine festosa dell’Inghilterra del Giubileo, dall’altra le ferite ancora aperte del sisma nella Bassa modenese.

«È strano pensare che nello stesso momento due luoghi che sentivo entrambi miei stessero vivendo emozioni così opposte».

Una vita tra due culture

Negli anni Gillian Walker è diventata quasi un ponte culturale tra Emilia e Regno Unito.

Nelle sue lezioni non insegnava soltanto grammatica inglese, ma cercava di trasmettere anche modi di vivere, abitudini e differenze culturali.

«Gli italiani sono più spontanei e calorosi – racconta sorridendo – mentre gli inglesi spesso sembrano più freddi. Però ci sono molte somiglianze nel valore dato alla famiglia e alle tradizioni».

Alla domanda se oggi si senta più inglese o più emiliana, Gillian non ha dubbi:

«Mi sento entrambe le cose. Quando torno in Inghilterra mi manca l’Italia. Quando sono qui, però, continuo a emozionarmi sentendo l’inno britannico o vedendo la bandiera della mia infanzia».

Ed è probabilmente proprio questo il motivo che l’ha spinta a raggiungere oggi Reggio Emilia con quella storica bandiera custodita dalla madre.

Un gesto semplice, ma carico di memoria personale, nostalgia e identità.

L’entusiasmo per Kate

La presenza della principessa Kate ha attirato centinaia di persone lungo le strade della visita ufficiale.

Tra curiosi, famiglie e appassionati della royal family, non sono mancati cori, bandiere e smartphone alzati per immortalare il passaggio.

Gillian Walker ha seguito l’evento con emozione.

«Kate piace molto perché rappresenta un’immagine moderna ma rispettosa della tradizione. Riesce a essere elegante senza sembrare distante».

Per una britannica cresciuta nel culto istituzionale della monarchia, vedere oggi tanti italiani interessati alla visita reale è stato quasi sorprendente.

«In Italia c’è molta curiosità verso la famiglia reale inglese. Credo perché unisce storia, tradizione e anche una dimensione molto umana».

 

Una bandiera che racconta due mondi

Alla fine della giornata, quella bandiera del Giubileo sventolata a Reggio Emilia è diventata molto più di un simbolo monarchico.

È il racconto di una donna che ha attraversato Paesi, culture e momenti storici diversi senza mai perdere il filo della propria identità.

Da un lato l’Inghilterra della regina Elisabetta, del Giubileo e delle Olimpiadi di Londra. Dall’altro l’Emilia ferita dal terremoto ma capace di rialzarsi.

Due mondi lontani che oggi, per qualche ora, si sono incontrati in una piazza di Reggio Emilia.