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Riapertura Municipio storico di Mirandola: il saluto della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
MIRANDOLA – Nel giorno del 14° anniversario della seconda scossa del terremoto in Emilia del 2012, ha riaperto ufficialmente il municipio di Mirandola, uno dei comuni del Modenese più danneggiati dalle scosse sismiche che causarono, tra il 20 e 29 maggio, venti vittime e oltre 13 miliardi di euro di danni. Il taglio del nastro con il presidente della Regione, Michele de Pascale, la sindaca di Mirandola, Letizia Budri, e l’assessore regionale con delega alla Ricostruzione delle aree colpite dal sisma, Davide Baruffi.
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, non potendo essere presente, ha inviato un saluto alla città.
“Gentile Sindaco, carissimi cittadini,
mi dispiace molto non poter essere con voi oggi a Mirandola, ma ci tenevo a farvi arrivare il mio saluto in occasione di una giornata solenne e che si appresta ad entrare nella storia della città. La riconsegna dello storico Palazzo Municipale di Piazza Costituente, danneggiato gravemente dal terremoto nel 2012 e oggi tornato finalmente al suo antico splendore, rappresenta un simbolo straordinario. È il segno concreto della rinascita di una comunità che è stata ferita, ma che ha saputo rialzarsi. Quattordici anni fa il terremoto ha colpito l’Emilia, con una scia sismica durata per settimane e che ha spezzato la vita di ventotto connazionali, sconvolto centinaia di migliaia di famiglie e provocato danni ingenti al tessuto produttivo e al patrimonio storico-culturale. Oggi ricordiamo chi non c’è più: ci stringiamo ancora una volta ai loro cari e rendiamo grazie ai tanti che, a vario titolo e nelle diverse fasi, hanno fornito il loro contributo per aiutare l’Emilia ad affrontare e superare l’emergenza. Perché è nei momenti più difficili che il nostro popolo mostra il suo lato migliore, ed è capace di compiere cose straordinarie. Lo vediamo in ogni emergenza nei volti dei volontari, nell’impegno dei servitori dello Stato, nell’abnegazione e nella determinazione dei cittadini. La storia d’Italia è costellata di questi esempi, che ci ricordano quanto sia forte e solido il legame di responsabilità e solidarietà che unisce la Nazione.
Quattordici anni fa, Mirandola ha pagato uno dei prezzi più alti. La scossa del 29 maggio 2012, arrivata nove giorni dopo la prima, ha colpito con impietosa violenza. Con un bilancio drammatico: 5 vittime, fabbriche e capannoni rasi al suolo, abitazioni, chiese e palazzi storici distrutti o fortemente compromessi. Sono indimenticabili le terribili immagini del Duomo di Santa Maria Maggiore, completamente sfigurato dal terremoto ma tornato pochi anni fa alla sua antica luce. In questi anni si è superata l’emergenza e la fase della ricostruzione è in stato avanzato, ma sappiamo bene quanto ci sia ancora da fare, soprattutto sul fronte della ricostruzione pubblica, per chiudere tutte le ferite di quel terremoto e restituire alle comunità edifici e luoghi identitari. Com’è, ad esempio, il Castello dei Pico, uno dei simboli di Mirandola, rimasto gravemente lesionato e che richiede un complesso intervento. Fin dall’insediamento, questo Governo ha lavorato per assicurare il sostegno necessario dello Stato, sia in termini di risorse che di strumenti normativi, al Commissario delegato e alla sua Struttura. Il nostro obiettivo è completare, velocemente e bene, la fase della ricostruzione. Siamo consapevoli che la sfida è ardua, per la difficoltà tecnica di alcuni interventi e per le criticità emerse nel tempo, ma siamo determinati a proseguire in questa direzione. Con costanza e determinazione, perché è questo quello che ci chiedono i cittadini: dimostrare che lo Stato e le Istituzioni, ad ogni livello, sono capaci di mantenere la parola data e di rispettare gli impegni presi. Il Municipio di Mirandola è un simbolo. Di speranza, di fiducia, di resilienza.
E io sono felice di celebrare insieme a voi questo momento, perché è dalla forza dei simboli – della nostra storia, della nostra identità, della nostra cultura – che possiamo trarre la forza e il coraggio per affrontare il futuro. Vi ringrazio, e rinnovo a tutti il mio saluto”.
Giorgia Meloni
Presidente del Consiglio dei Ministri
Anche il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, hanno inviato il loro saluto.
Il messaggio di Alberto Cirio.
“Il 29 maggio la Città di Mirandola vivrà un momento molto atteso e dal forte significato: la riconsegna alla Comunità del suo Municipio storico in Piazza della Costituente. Monumento identitario della nostra Città e custode della sua memoria collettiva, gravemente ferito dal sisma del 2012 e oggi finalmente restituito al suo antico splendore.
Il 29 maggio è una data definitivamente impressa nella storia del nostro territorio, il giorno in cui, quattordici anni fa, la terra tremò di nuovo, a pochi giorni di distanza dalla prima terribile scossa, portando con sé distruzione e dolore. In un territorio come il nostro, che storicamente si era sempre ritenuto sicuro dal punto di vista sismico, si è sperimentata una paura e un senso di impotenza, che fino a quel momento molti di noi non avrebbero mai immaginato di provare. Ma la risposta è stata grande, immensa, fin da subito. La gestione delle prime fasi dell’emergenza ha visto una mobilitazione straordinaria, che ha coinvolto tutti e dato testimonianza di una generosità totale. E poi la ricostruzione, che ha attraversato
Celebrare la rinascita del Municipio storico proprio in questa ricorrenza significa trasformare la memoria della paura e delle ferite in un atto di speranza, riannodando i fili di un’identità che non si è mai spezzata. Perché questo edificio non è solo un monumento di pregio, ma il cuore pulsante delle nostre Istituzioni e il simbolo della tenacia di una comunità, che ha saputo far emergere le proprie migliori energie nel momento della prova più dura.
In questo 80° anniversario della Repubblica e della costituzione del primo Consiglio Comunale della Mirandola liberata, la riapertura della “Casa dei Cittadini” assume un significato democratico altissimo. Rappresenta la vittoria della ricostruzione, della legalità e della continuità istituzionale. Questa giornata non testimonia soltanto la fine di un cantiere, ma la riconquista di uno spazio di democrazia e partecipazione, per questo tutti i Mirandolesi e gli amici di Mirandola sono invitati a condividere questo importante traguardo.
Alberto Cirio
Governatore – Regione Piemonte
Il messaggio di Massimiliano Fedriga
Gentile Sindaco,
non potendo essere presente personalmente a questa importante cerimonia a causa di concomitanti impegni istituzionali, desidero ugualmente far giungere il mio saluto e quello dell’intera comunità del Friuli Venezia Giulia in occasione di una giornata che rappresenta un momento di straordinario valore civile, istituzionale e umano per Mirandola e per tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso di rinascita.
La restituzione alla comunità del Palazzo Municipale storico è un momento che supera il significato della riapertura di una sede istituzionale. Questo luogo racchiude la memoria, l’identità e la continuità di una comunità che ha affrontato una delle prove più difficili della propria storia recente mantenendo coesione, dignità e fiducia nel futuro.
Per il Friuli Venezia Giulia, e per me personalmente, Mirandola non è soltanto una città che ha sofferto le ferite di un terremoto. È una comunità con la quale si è costruito, nel tempo, un legame autentico, nato nella drammaticità dell’emergenza e trasformato in un rapporto duraturo di solidarietà e riconoscenza reciproca.
Quando nel maggio del 2012 il sisma colpì duramente l’Emilia, la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia arrivò qui con uomini, mezzi e competenze maturate nella propria esperienza del terremoto del 1976.
I volontari offrirono assistenza operativa e, allo stesso tempo, la testimonianza concreta di chi conosce il dolore provocato dalla perdita delle case, dei luoghi simbolo e dei punti di riferimento della vita quotidiana.
Portarono soprattutto la consapevolezza che la ricostruzione potesse diventare realtà. A Mirandola il “modello Friuli” nato 50 anni fa trovò una nuova applicazione: un approccio fondato sulla presenza costante accanto alle persone, sull’organizzazione, sul senso delle Istituzioni e sul valore della comunità. Il campo gestito dalla nostra Protezione civile divenne un presidio di sicurezza e un luogo di ascolto, condivisione e speranza.
Per questo motivo il legame nato allora ha assunto negli anni una dimensione profonda e permanente. Lo dimostra la scelta di dedicare quell’area al “Quartiere 29 Maggio”, un nome che rievoca la memoria della tragedia, ma anche della solidarietà ricevuta. E lo testimonia ancora oggi la targa che Mirandola ha voluto dedicare ai volontari e alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia: un gesto che abbiamo sempre considerato motivo di orgoglio e, allo stesso tempo, di grande responsabilità morale. La riapertura della Loggia dei Pico, a quattordici anni dal terremoto, assume quindi un significato che va ben oltre il recupero di un edificio storico.
È il segno tangibile della capacità di una comunità di rialzarsi, ricostruire e restituire piena vita ai propri luoghi simbolo. È la dimostrazione di come la ricostruzione materiale debba procedere insieme a quella civile e sociale.
Il Friuli Venezia Giulia guarda oggi a Mirandola con sincera partecipazione ed emozione. In questa piazza ritroviamo valori che appartengono anche alla nostra storia: il coraggio delle comunità, la solidarietà tra territori, il ruolo fondamentale del volontariato e delle istituzioni quando operano insieme per il bene comune.
A nome dell’intera Regione Friuli Venezia Giulia desidero quindi esprimere la nostra vicinanza e il nostro plauso alla città di Mirandola, all’Amministrazione comunale, ai cittadini e a tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo traguardo.
Oggi celebriamo la riapertura di un municipio e, insieme, una rinascita condivisa, costruita giorno dopo giorno con determinazione, memoria e spirito di comunità.
Rinnovando a Lei, al Consiglio Comunale ed alla cittadinanza tutta i sensi della mia più alta stima colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.
Massimiliano Fedriga
Governatore Friuli – Venezia Giulia
Infine, il discorso della sindaca Letizia Budri.
“Prima di tutto, grazie a tutti voi per aver scelto di essere qui, oggi, a condividere un momento così importante per Mirandola.
In Piazza della Costituente non stiamo semplicemente celebrando la riapertura di un edificio restaurato. Oggi restituiamo alla nostra comunità un pezzo della sua anima. Il Palazzo Comunale torna finalmente a vivere e a essere il cuore pulsante della città: il luogo in cui generazioni di mirandolesi hanno riconosciuto la propria storia, il proprio senso di appartenenza, il volto stesso della comunità.
E non poteva esserci data più significativa del 29 maggio per vivere questo momento. Quattordici anni fa, proprio in queste ore, la terra tornava a tremare. Dopo la prima, violenta scossa del 20 maggio 2012, il terremoto colpì ancora con forza, in modo forse ancora più doloroso, perché arrivato quando molti speravano che il peggio fosse passato. In un territorio che si era sempre percepito come sicuro, dove il terremoto non aveva mai accompagnato la vita quotidiana delle persone, abbiamo conosciuto la paura. Abbiamo conosciuto il senso di impotenza, il dolore, lo smarrimento. Abbiamo visto crollare edifici che credevamo immutabili, parte della nostra storia passata e futura. E insieme alle pietre si incrinarono anche molte delle nostre certezze.
Anche il Municipio, come tanti altri edifici simbolo della città, fu profondamente ferito. Vacillarono le sue fondamenta, tremarono i loggiati, si aprirono crepe nei muri. Ma soprattutto venne colpito ciò che questo luogo rappresenta: la sua identità, la sua bellezza, il suo significato per la comunità.
Perché il Palazzo Comunale non è soltanto un edificio di pregio architettonico. È un luogo che custodisce secoli di memoria collettiva. Dalla sua costruzione, avvenuta nella seconda metà del Quattrocento per volontà dei Pico, fino al 1946, quando accolse il primo Consiglio Comunale della Mirandola liberata, questo Palazzo è stato il luogo del confronto democratico, delle decisioni, della vita pubblica della città.
Per questo oggi l’emozione è così forte. La riapertura del Municipio non rappresenta soltanto il completamento di un cantiere complesso, attraversato anche dalle difficoltà della pandemia e da una delle stagioni più complicate degli ultimi decenni per il settore edilizio. Rappresenta soprattutto la forza della ricostruzione. Una ricostruzione resa possibile dalla volontà, dalla solidarietà e dalla capacità di una comunità di restare unita anche nei momenti più difficili. È lo stesso spirito che da sempre caratterizza questa terra e le persone che la vivono, la costruiscono e la amano ogni giorno.
Il recupero del Palazzo ha richiesto uno sforzo straordinario, capace di unire rigore tecnico e sensibilità storica. Ogni intervento è stato guidato dalla volontà di proteggere il patrimonio architettonico e artistico dell’edificio, restituendogli allo stesso tempo la solidità e la funzionalità necessarie per guardare con fiducia al futuro.
E il futuro è già iniziato. Da alcune settimane questi spazi hanno ricominciato ad accogliere importanti servizi per i cittadini. Al loro interno trovano posto anche i reperti archeologici emersi durante i lavori di recupero; presto tornerà una significativa parte della quadreria del Museo Civico e la Sala Granda riaprirà le sue porte al Consiglio Comunale, ma anche a iniziative culturali, civiche e associative. In questi quattordici anni Mirandola ha saputo rialzarsi con dignità, forza e spirito di sacrificio. Lo ha fatto grazie a una straordinaria mobilitazione collettiva, che nei momenti più duri ha saputo esprimere le energie migliori. Con l’aiuto di tantissime persone arrivate da ogni parte d’Italia, che hanno condiviso mesi di lavoro e di vita accanto alla nostra comunità, sostenendola concretamente giorno dopo giorno. Per questo oggi sentiamo forte un sentimento di gratitudine e orgoglio. Un grazie sincero va a tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo traguardo: a chi ha progettato e diretto i lavori, a chi ha coordinato un percorso complesso, alla Soprintendenza, alla struttura commissariale e a tutti gli enti coinvolti. Grazie ai tecnici, alle imprese, agli artigiani e alle maestranze che hanno lavorato con competenza e dedizione. Grazie ai dipendenti del Comune di Mirandola, che in questi anni hanno affrontato situazioni difficili con professionalità e senso delle istituzioni.
Un ringraziamento particolare va anche ai sindaci che mi hanno preceduta, Maino Benatti e Alberto Greco, perché il recupero di questo Palazzo è stato un impegno lungo, condiviso e trasversale, che ha attraversato amministrazioni diverse e che oggi trova finalmente compimento. Oggi raccogliamo insieme il risultato di un lavoro corale. Oggi la bellezza del Palazzo Comunale torna a illuminare Piazza della Costituente e a essere testimone autorevole della storia di Mirandola e dei ricordi custoditi da ciascuno di noi. E c’è un ultimo elemento che rende questa occasione ancora più significativa. Tra pochi giorni celebreremo il 2 giugno, nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica e della nascita del primo Consiglio Comunale della Mirandola libera.
Per questo la riapertura del Municipio assume un valore ancora più profondo. Perché questo è il luogo dove la democrazia prende forma ogni giorno attraverso il dialogo, il confronto e la partecipazione. Un luogo che rappresenta la continuità delle nostre istituzioni e il legame tra passato, presente e futuro. Oggi Mirandola ritrova il suo cuore. Ricorda il dolore che ha attraversato, celebra la propria capacità di rialzarsi e ricostruire, e guarda avanti con una rinnovata fiducia nel futuro.
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