Amministrative San Possidonio
ITINERARI CURIOSI | L’isola che c’è solo se il Po vuole
di Francesca Monari
Nel cuore della pianura reggiana, e più precisamente a Gualtieri, sorge un ecosistema fluviale unico nel suo genere: l’Isola degli Internati. Una striscia di terra selvaggia che, pur essendo circondata dalle acque dolci del fiume Po anziché dalle correnti del mare, custodisce una delle storie di solidarietà e riscatto sociale più straordinarie del nostro dopoguerra.
Un’isola di fiume che, anziché dividere, ha unito un’intera comunità. Per capire come sia nato questo insolito toponimo bisogna risalire al 1945. Gualtieri e la Bassa Reggiana avevano pagato un prezzo altissimo alla Seconda Guerra Mondiale; molti dei suoi cittadini erano stati deportati nei campi di concentramento in Germania come IMI (Internati Militari Italiani). Al loro rientro, feriti nel corpo e nello spirito, si ritrovarono senza lavoro e senza mezzi di sussistenza. Fu allora che nacque un’idea pionieristica: il Comune assegnò a una cooperativa formata da questi ex internati una vasta area golenale del Po, un tempo boscosa e selvaggia, affinché potessero bonificarla e trarne da vivere.
La posizione è a dir poco suggestiva: l’isola si sviluppa all’interno della grande ansa del fiume, in una zona dove la natura golenale si mostra in tutta la sua forza primordiale. Questa terra instabile, che muta forma a seconda delle piene e delle secche del Po, divenne il fulcro della rinascita economica dei reduci. Lassù, tra i pioppeti e la fitta vegetazione spontanea, gli ex prigionieri lavorarono duramente per estrarre il legname e coltivare i terreni, trasformando un’area marginale in un motore di dignità ritrovata.
Ma la vera magia avviene con il mutare delle stagioni. Camminando oggi tra i sentieri dell’isola — oggi area naturalistica protetta e inclusa nella Riserva MAB UNESCO — si percepisce ancora il legame profondo tra l’uomo e il Grande Fiume. La fitta foresta di salici e pioppi accoglie ciclisti ed escursionisti alla ricerca di pace, offrendo un silenzio interrotto solo dallo scorrere lento dell’acqua e dal canto degli uccelli acquatici.
Ai margini della golena, la memoria di quella straordinaria impresa collettiva è ancora viva, trasformando una semplice area fluviale in un monumento naturale alla resilienza, un monito di pace nato dal trauma della prigionia.
Oggi, percorrere gli itinerari naturalistici che attraversano l'Isola degli Internati di Gualtieri non è solo una passeggiata per ammirare uno degli scorci paesaggistici più selvaggi e poetici della pianura padana, ma è un viaggio in una delle pagine di storia cooperativa più singolari d’Italia. Un luogo dove la terraferma ha deciso, a modo suo, di farsi isola per proteggere i suoi figli, regalando a chi la visita una storia di riscatto e straordinaria suggestione visiva.






































