Per i fan di Vasco, quelli che ancora hanno negli occhi e nelle gambe il Modena Park del 2017, l’idea è di quelle che fanno tremare il cuore: rivedere il Kom sotto la Ghirlandina nel 2027, per celebrare insieme i 50 anni di carriera e il decennale di quel concerto diventato leggenda.

Un sogno enorme, forse complicatissimo. E oggi sospeso tra una doccia fredda e un nuovo tentativo di tenerlo vivo.

Da una parte c’è il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che non chiude la porta ma lascia intendere che l’ipotesi sia tutt’altro che semplice. Dall’altra c’è l’ex primo cittadino Gian Carlo Muzzarelli, tra i principali artefici dell’indimenticabile evento del 2017, che continua a crederci e chiede che Modena non resti fuori dal grande appuntamento del 2027.

Il tema è quello che da mesi accende l’immaginazione del popolo di Vasco: un ritorno a Modena per i 50 anni di carriera del rocker di Zocca, magari non con un unico concerto-monstre come quello del 1° luglio 2017, ma con una formula diversa, distribuita su più serate. Cinque, nell’idea rilanciata da Muzzarelli: cinque notti, 100mila persone a sera, mezzo milione di spettatori complessivi.

La suggestione non nasce oggi. Fu proprio Muzzarelli, nell’ottobre 2024, a evocare per primo un nuovo grande evento, all’indomani del passaggio di Vasco in città per la presentazione del libro d’arte Vivere/Living di Emilio Mazzoli. Da allora, l’ipotesi è rimasta lì: non una promessa, certo, ma una possibilità capace di far sognare chi da anni aspetta un nuovo abbraccio collettivo tra Vasco e Modena.

Poi, nella primavera scorsa, era stato lo stesso Vasco a rimettere in moto la fantasia dei fan, parlando sui social della ricerca “di un locale per ospitare 500mila persone in più serate”. Una frase bastata a riaccendere tutto. E Modena, inevitabilmente, era tornata al centro dei pensieri. Mezzetti aveva raccolto pubblicamente la suggestione, candidando la città come possibile sede di un evento di quella portata.

Negli ultimi giorni, però, il clima sembra essersi fatto più prudente. Il sindaco Mezzetti, rispondendo ai giornalisti, ha confermato la disponibilità del Comune, ma ha anche lasciato intendere che la macchina organizzativa, per un evento simile, dovrebbe già essere in movimento da tempo. E le parole pronunciate hanno il sapore di una speranza che si raffredda: “Ho dato la piena disponibilità per accogliere uno o più eventi del cantante. Credo che quello di Gian Carlo sia stato un assist, un consiglio. E quindi l’idea di quelle cinque serate la considereranno e la porteranno altrove dove ci sono vantaggi logistici ed economici. Ma spero comunque tengano conto della nostra città”.

Una frenata che pesa, soprattutto per chi si aspettava segnali più concreti. Perché un evento con Vasco non è mai soltanto un concerto: è un rito collettivo, un richiamo nazionale, una città che per qualche giorno cambia volto. Modena lo sa bene. Nel 2017 accolse oltre 225mila persone per il più grande concerto a pagamento della storia, con un’organizzazione rimasta nella memoria insieme alla musica.

Muzzarelli, però, non sembra intenzionato ad archiviare il sogno. Dopo aver ricordato sui social il valore simbolico del Modena Park e del record ancora imbattuto, l’ex sindaco è tornato a chiedere che la città faccia la sua parte. Il suo messaggio è chiaro: non basta sperare, bisogna restare dentro la partita.

“Vasco Rossi va sempre al massimo. Continua a riempire gli stadi, vende i biglietti con un anno di anticipo, è un fenomeno. Per questo ripeto quello che dico da due anni: come giustamente ricorda sempre Vasco, il concerto del 2017 fu ‘unico e irripetibile’, ora occorre un rilancio diverso per festeggiare i 50 anni di carriera, un mezzo secolo che ha segnato la storia della musica, e il decimo anniversario del Modena Park. Io continuo a pensare che il ‘compleanno 2027’ possa essere celebrato con un evento in cinque puntate da 100mila spettatori a sera: non so se in questi due anni si sia lavorato in questa direzione, ma è importante che Modena ‘sia nel palinsesto’”.

Parole che intercettano esattamente il sentimento dei fan: la delusione per un’occasione che potrebbe scivolare via, ma anche la voglia di non arrendersi prima del tempo. Perché Vasco, a Modena, non è un artista qualunque. È cittadino onorario, è memoria viva del 2017, è un pezzo di identità emotiva di un territorio che lo ha già accolto in una notte entrata nella storia.

Muzzarelli ha poi aggiunto un altro passaggio, chiamando in causa anche la Regione Emilia-Romagna e il rapporto speciale tra Vasco e la città: “Conosco bene l’uomo e l’artista, so che ha Modena nel cuore. La Regione Emilia-Romagna – aggiunge Muzzarelli – sarà al fianco di Vasco e della città, e darà supporto per ogni evento che decida di tenere a Modena. Come ormai consuetudine da qualche anno le prime date del Tour 2026 saranno l’occasione di preannuncio del calendario 2027 e spero col cuore che Modena ci sia. Qualora le 5 date non fossero perseguibili, occorre comunque rilanciare con nuove ipotesi perché anche la città di Modena – che ha ospitato il più grande concerto a pagamento nella storia e che è nel cuore di Vasco, cittadino onorario – trovi posto nel tour dei 50 anni di musica. Per un obiettivo di questa portata nulla va lasciato intentato, per l’amore di questa città, del nostro cittadino onorario e di tutto il suo popolo che non vuole altro che riabbracciare quanto prima il nostro territorio”.

Il punto, ora, è capire se quella porta sia davvero ancora socchiusa o se il treno del 2027 stia già passando altrove. I tempi, per eventi di questa scala, non aiutano. L’organizzazione richiede mesi, contatti, accordi, logistica, sicurezza, trasporti, sostenibilità economica. E il fatto che non emergano segnali concreti alimenta più dubbi che certezze.

Ma per il popolo di Vasco, si sa, la speranza è dura a morire. E forse anche per questo la discussione continua a far rumore: perché non riguarda solo un palco, ma la possibilità di rivedere Modena al centro di una festa irripetibile, dieci anni dopo quella notte che nessuno ha dimenticato.

Per ora restano una disponibilità dichiarata, una frenata istituzionale e un appello a non mollare. In mezzo, migliaia di fan che aspettano di sapere se nel 2027 potranno tornare a cantare Vasco proprio lì, dove la storia si è già fatta una volta.