Insegnante di religione arrestato a Padova, abusi sui bambini a scuola, in oratorio, nello sport. Si tratta di uomo di 36 anni originario di Treviso, che deve rispondere della gravissima accusa di di aver abusato di sette ragazzi e ragazze, tutti minorenni. Insegnava in una scuola paritaria a Padova, è stato animatore in diverse parrocchie della provincia e collaboratore di una realtà sportiva. Adesso è agli arresti domiciliari presso la canonica di un centro della diocesi con l’accusa di violenza sessuale aggravata.
I fatti contestati sarebbero avvenuti nell’arco di nove anni, a partire dal 2017. 

A squarciare il velo è stata una delle vittime, un ragazzino che ha trovato ascolto in un’insegnante che ha denunciato tutto. Sul cellulare del ragazzo tante prove, a partire della chat con gli amici che erano caduti nella rete del predatore e hanno subito violenza.
Con l’arresto la vicenda è venuta alla luce, ma la Diocesi di Padova precisa in una nota che il 37enne “non ha più ricevuto incarichi di insegnamento di religione cattolica in alcuna scuola statale e/o paritaria dal primo settembre 2023 e a seguire gli è stata formalmente e definitivamente revocata dall’ordinario diocesano l’idoneità all’insegnamento della religione cattolica”.

Dallo stesso anno, “si è conclusa la sua presenza” presso l’istituto in cui insegnava “e contestualmente il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, ha disposto la sua esclusione da qualsiasi incarico in ambito ecclesiale, a seguito di un’indagine canonica avviata a suo carico”.

“Il vescovo in tal modo – si legge ancora – ha ottemperato a tutte le prescrizioni canoniche e civili e si è messo a disposizione completa dell’autorità giudiziaria nelle indagini attualmente in corso”.

Ed sul tema emerge una frattura nella gerarchia ecclesiastica: il 36enne è infatti ai domiciliari in canonica, ospite del locale prete, ma dal Vescovo erano giunte indicazioni diverse. 

Scrivono dalla Diocesi che la presenza dell’arrestato “si deve esclusivamente alla scelta personale del parroco, in violazione di una formale indicazione in senso contrario da parte dell’ordinario diocesano”.

“Il vescovo Cipolla – conclude la nota – facendosi interprete dei sentimenti di tutta la Diocesi, esprime la forte amarezza della Chiesa di Padova per quanto sta emergendo dalle indagini in corso e la sua vicinanza alle famiglie e ai minori coinvolti in questa vicenda che, oltre a ferire, getta ingiusto discredito su persone e istituzioni che quotidianamente si dedicano con passione, dedizione, serietà alla crescita e allo sviluppo integrale e sereno delle giovani generazioni”.