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Sanità nella Bassa, comitati e associazioni scrivono al presidente della Regione de Pascale
MIRANDOLA – Il comitato ‘Salviamo L’Ospedale Della Bassa’ e le associazioni ‘La Nostra Mirandola ODV’ e ‘Giardino Botanico La Pica ODV’, hanno scritto una lettera al presidente della Regione de Pascale dove manifestano preoccupazione per il Patto della Sanità dell’Area Nord.
Questo il testo della missiva consegnata al presidente in occasione dell’inaugurazione del Municipio di Mirandola, a 14 anni dal sisma.
Al sign. Presidente della RER Michele De Pascale
OGGETTO: Considerazioni e preoccupazione per il Patto della Sanità AREA NORD
Egregio Presidente, cogliamo l’opportunità della sua visita a Mirandola, in occasione del ricordo del terribile sisma del 2012, per sottoporre alla sua attenzione le forti preoccupazioni nostre e di tanti cittadini sulle prospettive dei servizi socio-sanitari del territorio ed in particolare dell’ospedale di Mirandola, l’ultimo presidio rimasto in una zona di 87.000 abitanti, distribuiti su nove comuni e distanti dall’asse centrale della Via Emilia. Dai documenti in nostro possesso (verbali dei comitati di distretto, relazioni della CTSS, relazione di committenza sanitaria per l’ospedale di Carpi, risposte della Giunta regionale alle interrogazioni Arletti e Muzzarelli, dichiarazioni alla stampa del direttore dell’AUSL) emerge un quadro che prefigura un declassamento consistente e inaccettabile dell’ospedale Santa Maria Bianca a un livello di poco superiore a un grande poliambulatorio.
Le ragioni fin qui addotte per giustificare un tale scenario (il superamento di presunti doppioni, il coordinamento e l’integrazione dei servizi etc…) sono generali quanto generiche e prive di un convincente e completo supporto analitico. A parte il fatto che un’”Area Nord” della provincia di Modena, con Carpi che emerge di fatto come capoluogo, non è mai esistita, né storicamente, né economicamente, né socialmente, l’esperienza di integrazione fra i due ospedali sperimentata nel periodo post-sisma con i primari a scavalco si è rivelata semplicemente dannosa per Mirandola, che ha perso posti letto, servizi e
personale. Appare anche singolare che, per percorrere la sbandierata innovazione di integrazione fra distretti, si siano scelti proprio Carpi e Mirandola, che distano 28 km, (senza contare la vastità del comune di Mirandola che si espande altri 20km verso San Martino Spino), con collegamenti del tutto inefficienti, e non ad esempio Baggiovara e Sassuolo, che distano 11 KM con superstrada, oppure Sassuolo e Vignola che distano 25 KM sull’asse pedemontano.
Infine, non abbiamo avuto risposte fondate e plausibili sui motivi che hanno indotto la Regione a rinunciare al progetto di un ospedale unico baricentrico, che a nostro avviso resta la soluzione più razionale per l’organizzazione della rete provinciale, per i costi e soprattutto per i cittadini. Sia chiaro, noi non contestiamo il diritto dei 104 mila cittadini dell’area carpigiana di rinnovare il loro ospedale, ma non possiamo certo accettare che i costi diretti e indiretti vengano scaricati sugli 87 mila cittadini della Bassa modenese, che hanno gli stessi diritti e sarebbero invece spinti di fatto verso le provincie di Ferrara e Bologna e verso la Lombardia, aumentando la mobilità passiva.
Questo territorio, signor Presidente, ha dimostrato di cosa è capace con la ricostruzione post-sisma, grazie all’aiuto e alla guida del Presidente Errani. Continua ad investire e a creare lavoro e produce un valore aggiunto per abitante superiore alla media. Non merita di essere trattato come una realtà periferica e marginale e di sicuro non si rassegna a ridimensionare i servizi pubblici che ha conquistato, a partire dal servizio sanitario pubblico e universale.
Com. Salviamo L’Ospedale Della Bassa
Ass. La Nostra Mirandola ODV
Ass. Giardino Botanico La Pica ODV
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