Amministrative Soliera
Scuole come forni a Modena e provincia, fino a 40 gradi nelle aule
MODENA E PROVINCIA – Temperature che sfiorano e in alcuni casi superano i 40 gradi, studenti e insegnanti stremati. È un quadro allarmante quello che emerge dalle scuole modenesi a pochi giorni dall’avvio degli esami di fine anno, con il rischio che caldo e afa possano compromettere lo svolgimento delle prove.
A lanciare l’allarme è la Cisl Scuola Emilia Centrale. “Le nostre scuole sono state messe in ginocchio – denuncia il segretario Carmelo Randazzo – non si può parlare di emergenza occasionale: ormai maggio, giugno e settembre sono mesi critici. Serve una strategia vera, i ventilatori non bastano più”.
Randazzo racconta le 48 ore da “incubo” (mercoledì e giovedì scorsi) vissute dalla comunità scolastica modenese, mettendo a fuoco tre problemi di salute e sicurezza: “Il più immediato riguarda gli esami di fine anno: dall’8 giugno partiranno gli esami di terza media, il 18 quelli di maturità. Poi le tutele per il personale che lavorerà con temperature estreme per preparare il nuovo anno scolastico; terzo, la riapertura di settembre. Gli esperti del meteo segnalano che col super Niño “le cose andranno anche peggio. È tempo di porci una domanda onesta: dall’8 giugno partiranno gli esami alle medie, dal 18 gli esami di maturità. Chiediamo alle istituzioni di valutare se ci siano le condizioni di sicurezza e vivibilità indispensabili per sostenere le prove e segnaliamo l’opportunità di un confronto con la Protezione civile per un Piano di gestione del caldo e per valutare l’uso di grandi luoghi climatizzati”.
Al liceo Da Vinci di Carpi, con 31,8 gradi in aula, quattro ragazzi si sono sentiti male e altri dieci sono tornati a casa. Ma altrove le temperature hanno raggiunto picchi ancora più preoccupanti: 36,4 gradi all’Istituto comprensivo Carpi 1, 34, 5 a Nonantola, quasi 40 a Modena in alcune classi. E ancora: 37 gradi all’istituto Ferrari di Maranello e addirittura 41,2 gradi al primo piano dell’Ic di Bomporto, dove il personale Ata era al lavoro. Condizioni che rendono difficile, se non impossibile, svolgere normali attività didattiche. «In alcune aule non gira mai aria, è infernale già al mattino», racconta una docente. E a pagare il prezzo più alto sono spesso i più piccoli: nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie si sono registrati episodi di sonnolenza e piccoli malori, segnali evidenti di un disagio diffuso.
Il problema non riguarda solo gli studenti, ma anche il personale scolastico.
Cosa dice la legge
“La scuola non è ferma in estate – sottolinea Randazzo – e chi ci lavora lo fa in condizioni sempre più difficili. Non chiediamo privilegi, ma il rispetto delle norme”.
Cisl Scuola richiama il decreto legislativo 81 del 2008, che obbliga a garantire un microclima adeguato. “Nei mesi caldi i riferimenti tecnici di comfort si collocano intorno ai 24-27 °C, ma la valutazione deve considerare anche umidità, ventilazione, irraggiamento solare e affollamento”. Quando le condizioni diventano critiche, “la scuola deve attivare misure organizzative e di prevenzione: il caldo non è un disagio generico, ma un rischio da valutare e gestire”, conclude Randazzo.
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